Maw Group, battaglia legale con i sindacati per il licenziamento di 12 lavoratrici

Partono le cause per rivendicare il diritto al blocco dei licenziamenti, comunicati in aprile in piena epidemia per le lavoratrici occupate alla Espo&Cartotec di Villavara di Bomporto

Ferri corti fra sindacati e azienda sul caso della ditta Maw Group, che gestiva un appalto di logistica per conto della ditta Lodica srl a sua volta in appalto presso la Espo&Cartotec di Villavara di Bomporto. La vicenda risale al 30 aprile 2020, data in cui le 12 lavoratrici dell’appalto in questione erano state informate a parole, che sarebbero state licenziate e che non era più richiesto il loro apporto lavorativo.

Solo qualche tempo dopo, le lavoratrici hanno deciso di rivolgersi al sindacato per cercare una qualche forma di tutela. La Filt-Cgil di Modena ha provveduto subito a verificare le posizioni lavorative presso il centro per l’impiego, ha impugnato i licenziamenti e provveduto a fare i conteggi per le differenze salariali determinate dalla presunta scorretta applicazione contrattuale.

"Queste lavoratrici, alcune impiegate in quell’appalto da un paio d’anni, erano peraltro sfruttate sia lavorativamente che contrattualmente visto che l’azienda in questione applicava loro un contratto pirata e improprio non pertinente per il settore della logistica e non sottoscritto dai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale e che ovviamente aveva dei livelli salariali ai limiti della sussistenza, pari a poco più di 5 euro lordi all’ora - spiega il sindacato - Quando poi l’azienda ha ritenuto di non dover più avere bisogno della loro prestazione lavorativa, in piena crisi per il covid, ha deciso semplicemente e brutalmente di licenziarle, in dispregio di tutte le normative vigenti, del previsto blocco dei licenziamenti e della possibilità di poter fruire degli ammortizzatori sociali predisposti dai vari decreti governativi".

L’azienda stessa, attraverso i propri legali, ha rigettato le istanze di parte sindacale asserendo che l’onere della prova ricadeva sulle lavoratrici stesse. "E’ inaccettabile e intollerabile che ci si faccia beffe in questo modo di regole e leggi vigenti - attacca la Filt Cgil - E’ inaccettabile e intollerabile che a Modena, nel 2020, nel sistema della filiera di appalti e subappalti presente nel mondo della logistica si continui a perseguire il mero scopo della massimizzazione del profitto attraverso l’indiscriminata compressione del costo del lavoro, salvo poi derogare a qualsivoglia responsabilità sociale in dispregio totale della legge, con l’aggravante di essere nel pieno di una crisi pandemica ed economica senza precedenti".

Sono stati pertanto predisposti i ricorsi legali del caso e le lavoratrici per il tramite della Filt-Cgil di Modena, hanno conferito mandato allo studio legale Fiorini-Bova per essere assistiti in questa battaglia di rivendicazione e di principio fondamentale. "Confidiamo che la giustizia faccia il suo corso e che l’azione dei legali sortisca i propri effetti restituendo dignità e pienezza del diritto, non solo alle lavoratrici di MAW Group, ma anche a tutti noi".

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