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Economia Carpi

Materie prime a prezzi quasi raddoppiati, una nuova mazzata sul comparto tessile

La voce di Alice Vaccari di Serigrafica Carpigiana, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confapi Emilia e componente del Consiglio Direttivo di Confapi Emilia

Gli aumenti del costo delle materie prime incidono da mesi anche sul settore tessile e della moda. Già ad Aprile 2021 i prezzi di cotone, poliestere, acrilico, poliammide, lino e lana registravano aumenti anche del 100% e oggi la situazione non sembra essere migliorata. Lo stesso andamento è registrato anche per i prodotti chimici, fondamentali nel settore tessile.

Ad assorbire i colpi più duri sono le piccole medie imprese come Serigrafica Carpigiana, azienda associata a Confapi Emilia, con sede a Carpi, la quale denuncia un aspetto del problema ancora poco messo in evidenza dall’opinione pubblica: chi deve assorbire i rincari? Chi si occuperà di sensibilizzare i grandi brand clienti, portavoci del prezioso marchio ‘made in Italy’, affinché questi non contribuiscano al collasso della filiera della moda italiana? 

"In un momento delicato, caratterizzato anche dalla ‘ripartenza’, come quello che stiamo vivendo, non ci permetteremmo di alzare la voce se non fosse estremamente necessario - dichiara Alice Vaccari, alla guida di Serigrafica Carpigiana, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori e componente del Consiglio Direttivo - ma come imprenditrice sono estremamente preoccupata. Sul Pil mondiale il settore moda ha un’influenza notevole. Da sempre gli addetti ai lavori e le istituzioni elogiano il ‘Made in Italy’ come se fosse la cosa più preziosa da salvaguardare. Tutti infatti pretendono il capo realizzato e rifinito a mano, bellissimo, pregiato, unico. Eppure, quando si tratta di valutarlo per il costo che ha, alla luce dei rincari in corso, ci si stupisce perché ‘il prezzo è troppo alto’".

"Ciò che ci preme - continua Alice - è far passare il messaggio che finché potremmo con le nostre forze assorbire l’aumento del costo delle fibre tessili - in particolare nel nostro caso di prodotti chimici come coloranti ed ausiliari di stampa - lo faremo senza battere ciglio. Ma quando arriverà il momento in cui ci verrà chiesto di oltrepassare il margine che ci permette di essere concorrenziali, allora sarà la fine. Inizierà una vera e propria guerra dei prezzi. I brand nostri clienti devono essere a conoscenza di tutte queste dinamiche". 

Quale dunque la soluzione ad una situazione che non fa ben sperare? "Nonostante la mia perenne preoccupazione, non smetto di essere fiduciosa nel sistema - conclude Alice - le materie prime non si trovano, ed è giusto pensare anche ad altre forme di prodotti e coloranti, puntando sempre più all’ ecosostenibilità, strada che già da un po’ stiamo percorrendo. Sarebbe bello però che le piccole e medie imprese non si sentissero sole: auspichiamo che lo Stato possa sostenere in qualche modo le aziende come la nostra che, come certamente tante altre, porteranno sempre avanti il valore della resilienza e non quello dell’arrendevolezza".

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