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Martedì, 17 Maggio 2022
Economia

Consumo di carne per le feste: commercianti soddisfatti, ristoratori delusi

Cala il numero dei clienti in hotel e luoghi di turismo per le festività invernali e calano i consumi delle nostre specialità tradizionali. Danno enorme per i produttori di zampone e cotechino

Siamo davvero fuori dalla recessione? Lapam parla di una medaglia dalle due facce davvero opposte. Se da un lato zamponi e cotechini hanno conquistato, com'era prevedibile, il mercato alimentare per le feste natalizie lasciando un segno positivo nelle contabilità dei negozianti, la flessione negativa è stata registrata dagli operatori dei mercati di riferimento per i turisti. Alla base di questa flessione vi è stato anche il pericolo attentati, che pare aver frenato in modo percettibile il turismo. 

Manca completamente la programmazione e di conseguenza per le imprese del settore è sempre più complicato riuscire ad organizzarsi" E' così che il presidente Lapam Alimentari, William Toni, ha commentato questo gioco di luci ed ombre nel mercato alimentare, spiegando: "Pensate che ci sono arrivati ordinativi per Capodanno dopo Natale… E’ vero che i nostri prodotti d’eccellenza restano tra i principi della tavola in questo periodo, ma è chiaro che non è semplice trovarsi di fronte agli ordini dell’ultimo minuto”.

Il problema più grave riguarda le mancate "esportazioni del Made in Italy" verso le città più grandi, in particolar modo del centro e sud Italia, di quei prodotti locali tipici del Natale e che erano fonte di grande reddito per le nostre aziende.  "In alcune città storicamente importanti - continua Toni - per il nostro settore e il nostro territorio, Roma in testa, ci sia stato un calo di ordinativi a causa del calo di turisti originato dal timore di attentati”.

Il presidente Lapam Alimentazione conclude il ragionamento: “In estrema sintesi è difficile dare ora numeri sull’andamento di queste festività: di certo gli ordini non sono mancati e in particolare zampone e cotechino hanno avuto una buona performance. Calano, invece, le cosiddette ‘ceste natalizie’. Ma soprattutto è sempre più difficile organizzare il lavoro delle nostre imprese, che si trovano a dover soddisfare in tempo reale le richieste dei clienti”.

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