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Sabato, 2 Luglio 2022
Economia

La moda modenese a Ulaanbaator, la Mongolia cerca il Made in Italy

La moda modenese è tra le 10 aziende tessili che hanno portato a termine un'interscambio Italia-Mongolia da 78 milioni di euro. Ulaanbaator vuole vestiti assolutamente Made in Italy

CNA Federmoda si dice soddisfatta per i risultati raccolti con la missione appena conclusasi ad Ulaanbaatar, una due giorni tenutasi presso il Tuushin Hotel di Ulaanbaatar ha visto la realizzazione di una sfilata e di incontri b2b. L’iniziativa, realizzata con il sostegno del Ministero dello Sviluppo Economico e con il supporto dell’Agenzia ICE, testimonia una volta di più l’impegno di CNA per l’internazionalizzazione delle imprese. Sono dieci le imprese italiane dei settori della moda che hanno partecipato, tra le quali due marchi modenesi: Donne da Sogno e Roncarati, R and Co (Creazioni Rosanna).
 
RINFRESCHI: "I MONGOLI VOGLIONO PRODOTTI TOTALMENTE MADE IN ITALY". “Abbiamo registrato grande interesse da parte degli operatori mongoli intervenuti, verso prodotti interamente fatti in Italia – ha dichiarato Luca Rinfreschi, Presidente Nazionale CNA Federmoda – operatori appositamente selezionati che conoscono il circuito delle fiere internazionali di settore. Sul settore abbiamo poi avviato un programma di confronto e scambio di conoscenze che facendo perno sulla nostra storica manifestazione “Riccione Moda Italia” prevede l’attivazione di percorsi formativi paralleli per giovani stilisti italiani e mongoli e collaborazioni a carattere imprenditoriale”.

78 MILIONI DI EURO IN INTERSCAMBIO CON MONGOLIA. Questi interscambi avevano già registrato grandi successi economici, basti pensare all'interscambio Italia-Mongolia per il 2014 che ha registrato un valore di circa 78 milioni di euro (fonte MiSE aggiornamento 3.3.2015), un Paese di cui siamo il decimo fornitore con esportazioni (che vedono tra le voci principali: meccanica, moda, arredo e alimentare) per circa 36 milioni di euro.

FRANCESCHINI: "ULAANBAATOR GUARDA AL FUTURO".  “E’ stata questa anche un’occasione per continuare un percorso di relazioni e di approfondimento avviato da CNA nel 2013 – illustra Antonio Franceschini, Responsabile Ufficio Promozione e Mercato Internazionale della CNA – Oggi ad Ulaanbaatar la presenza italiana è data sia da beni di consumo che da beni strumentali.  Nonostante la battuta d’arresto che la crescita del Paese ha registrato nel 2014 l’attività edilizia prosegue sotto la spinta di una forte esigenza abitativa e gli investimenti nel settore minerario dovrebbero essere il principale propulsore della spesa facendo anche ipotizzare aumenti nella domanda di impianti e macchinari."
 

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