Economia

Operazioni sospette di riciclaggio, balzo del +40% in Emilia-Romagna

Numeri sempre più preoccupanti, ma non certo sorprendenti, nel report della Banca d'Italia-UIF relativo ai primi sei mesi di quest'anno

La prima metà di luglio è bastata alla Unità di Informazione di Banca d'Italia-UIF per pubblicare il Report sulle segnalazioni raccolte nell'appena trascorso 1° semestre 2021 sul sospetto riciclaggio economico e malavitoso.

Già nel precedente Report coi dati dello scorso anno 2020, si sanciva l'aumento a livelli nazionali, ma pure in Emilia Romagna, di una imprenditoria più cedevole ai reati fiscali, false fatturazioni, lavoro nero e truffe contributive: cioè "fondi neri" che poi devono essere "recuperati" col riciclaggio. I numeri aggiornati sono ancora più problematici: la nostra regione fa segnare una incredibile crescita delle segnalazioni del +40,8%.

Pesantissimo dunque il nostro quadro regionale. Rispetto al confronto dati col 1° semestre dell'anno scorso, quest'anno il report pone l'Emilia Romagna avanti, cioè peggiorata, occupando il 4° posto nazionale, dopo Lombardia, Lazio e Campania e prima di Calabria. Con lo sconcertante pacco delle 4.902 segnalazioni emiliano-romagnole; cioè, quest'anno e qui da noi, sono stati rilevati ben 27 casi di sospetto riciclaggio ogni giorno.

Bologna è la prima provincia con 1.105 casi segnalati, poi balza al 2° posto Reggio Emilia con 723 casi, poi Modena con 647 casi ed un incremento di ben +24,9% sul 2020 .

Di tutti gli Enti/organismi tenuti ed obbligati per legge a segnalare ogni operazione finanziaria sospetta di illecito riciclo, i più "attivi" sono banche e poste. Ovviamente, anche i "servizi dei professionisti" hanno l'obbligo di segnalare i "clienti" sospetti...ebbene, delle oltre 70 mila segnalazioni dell'ultimo semestre, dai notai sono partiti 2.479 avvisi...mentre le tante migliaia di avvocati italiani hanno inviato sedici (16) segnalazioni: neanche una per regione.

L'Emilia Romagna è, inoltre, tra le regioni con imprese, professionisti e "prestanome" maggiormente coinvolti nei traffici finanziari illeciti coi Paesi stranieri sosiddetti "paradisi fiscali". 

Questi dati sono stati analizzati come di consueto da Franco Zavatti della Cgil di Modena, che sollecita da tempo specifiche iniziative territoriali per attivare una prevenzione estesa ed efficace. "Riteniamo davvero urgente che in ogni provincia, con il coordinamento delle Prefetture, si attivino tavoli di lavoro su quei dati pesantissimi. Non cerchiamo i nomi, bensì tradurre quei numeri e percentuali per capire quali settori economici ci stanno dentro nel riciclaggio ed in quali parti del territorio provinciale sono più radicati. Capire se, ad esempio, nel modenese quelle operazioni nere, sono più radicate nel commercio e dove, o in edilizia e dove, o in qualche altro settore produttivo; se più in città o a Vignola, a Sassuolo o nella Bassa. Solo partendo così, poi si potrà spingere concretamente su una prevenzione più efficace e credibile, verso i settori economici davvero più coinvolti", spiega il sindacalista.

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