Economia Fanano

Partner francesi e finlandesi per la cooperativa che coltiva l’ortica in Appennino

Sta riscuotendo interesse anche all’estero la coltivazione dell’ortica portata avanti da Ortika, la cooperativa di comunità (aderente a Confcooperative Modena) nata a Fanano per coltivare piantine di ortica, realizzare abiti in fibra di ortica, trasformare gli scarti in tisane e integratori per mangimi zootecnici.

Nei giorni scorsi i soci di Ortika hanno ricevuto la visita dei partner francesi (Ecole Horticole di Roville e Université de Lorraine di Nancy) con cui collaborano nella coltivazione delle piantine.

«Nel 2016 in Francia è partito un progetto con l’obiettivo di trovare una fibra tessile che sostituisca il cotone, altamente inquinante e consumatore di enormi quantità d’acqua (servono 2.700 litri per produrre una maglietta) – afferma la presidente di Ortika Luisa Ciocci – Il progetto, terminato a fine 2019, identifica l’ortica come la fibra più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale».

Per caratteristiche fisiche e disponibilità (cresce a tutte le latitudini, fino al circolo polare artico), l’ortica si presta fin dall’antichità all’utilizzo di tutte le parti della pianta.

Il suo uso, però, si è perso dopo l’avvento di cotone e fibre sintetiche, dal costo più basso.

«Dal 2019 siamo l’interlocutore italiano dei francesi – spiega Ciocci - Abbiamo mappato le zone di crescita dell’ortica in Appennino e determinato le varie tipologie. Esistono circa venti specie; la più idonea a fini tessili (cioè quella con il contenuto in fibra più alto) è un’ortica dal gambo scuro che cresce spontanea principalmente sopra i mille metri di altitudine e che abbiamo chiamato “Ospitale Nera” (dal luogo di raccolta)».

L’Ecole Horticole di Roville ha ottenuto le piante madri per la produzione dei semi ed effettuato già due consegne di “Ospitale Nera”. 22 mila piantine sono state messe in campo nel 2020, 10 mila nei giorni scorsi su terreni di Fanano, Sestola e Montese.

Nel frattempo i soci della cooperativa sono entrati in contatto anche con un’università finlandese, che sta sperimentando l’ortica come integratore per l’alimentazione animale, e un altro progetto francese sull’utilizzo dell’ortica come fitodepuratore per i centri abitati.

«Abbiamo deciso di creare un’associazione internazionale per scambiarci esperienze, far rinascere la filiera e – conclude la presidente della cooperativa Ortika Luisa Ciocci – rivalutare una piantina poco conosciuta e considerata infestante».

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