Cambio al vertice, Pietro Ferrari nuovo presidente di Confindustria regionale

Passaggio di consegne con Maurizio Marchesini. Dopo aver guidato l'associazione modenese per anni, Ferrari inizia il nuovo mandato ad un livello superiore. Al convegno anche Boccia

E' l'ora del passaggio di consegne in via Barberia, a Bologna. Il modenese Pietro Ferrari è il nuovo presidente di Confindustria Emilia-Romagna. Prende il posto del bolognese Maurizio Marchesini, che ha guidato l'associazione di categoria negli ultimi cinque anni.

A benedire il cambio, oggi a Bologna durante un convegno all'Opificio Golinelli, il leader nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, che all'arrivo ha salutato il suo ex sfidante Alberto Vacchi con sorrisi, baci e abbracci. "Abbiamo un rapporto ottimo", assicura Boccia. Quanto a Ferrari, "è una persona di grande cultura associativa- afferma il presidente- come Marchesini farà sicuramente bene per questa regione, per i contributi positivi che darà a Confindustria in termini di proposte e progetti". Lo stesso Ferrari è stato uno dei fautori della fusione delle associazioni territoriali. 

Il neoeletto presidente di Confindustria Emilia-Romagna, pur consapevole dei dati economici, predica però pridenza: "La crisi non è ancora superata- avverte, a margine del convegno- perchè una parte delle aziende dell'Emilia-Romagna, e non solo, sono ancora in difficoltà. Diciamo che siamo a una svolta, dopo la presidenza di Marchesini che reputo eccezionale". Ferrari spiega di aver ricevuto in eredità "un dossier" da studiare.

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"Mi hanno passato un po' di carte", racconta. Ma già ora, come priorità Ferrari pensa a "consolidare il rapporto con la Regione e aumentare se possibile gli investimenti, per creare l'occupazione indispensabile per la crescita di tutto il sistema. Questa regione ha una propulsione positiva già molto forte, ma il lavoro non è finito. Dobbiamo mettere insieme i tasselli della crescita, l'export ma soprattutto l'occupazione. è quello il focus su cui va messa attenzione. Molte aziende mi segnalano un gap nel reperire alcune professionalità tecniche di livello medio e alto". 

Ferrari ricorda poi di essere stato un fautore dell'aggregazione delle Confindustria a livello provinciale. "Mi auguro non sia finita- dice- sono convinto che un rafforzamento delle strutture porterà a un nuovo modo di fare sindacato d'impresa. La nostra è una federazione, se i soci sono più forti è anche meglio". 

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