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Maserati-Modena: il binomio industriale prosegue fra gli interrogativi

Piazza Grande affronta il tema delle strategie del gruppo Fiat legate allo stabilimento modenese del Tridente. Pighi riprende il vecchio adagio di Sitta: "A Modena restino il cuore e la testa"

Il Consiglio Comunale, anche se in modo estemporaneo, è tornato a parlare del destino della produzione e della progettazione della Maserati, da tempo al centro di scelte industriali del gruppo Fiat, che hanno sensibilmente modificato la natura del marchio e della fabbrica modenese. Il sindaco Pighi, rispondendo ad un'interrogazione dei colleghi Pd, ha fatto riferimento agli impegni dell’azienda sia rispetto alla produzione sia all’attività di progettazione, di ricerca e sviluppo, di marketing, che sono destinati a rimanere in città “a riconoscimento delle qualità di un territorio che garantisce competenze eccellenti e la creazione di prodotti ‘unici’. Per questo, al di là delle rassicurazioni che ci vengono fornite – ha spiegato Pighi - dobbiamo continuare a confrontarci e a vigilare sui piani industriali Fiat per l'Italia e per Modena, ma anche operare per creare le migliori condizioni per fare industria motoristica nel nostro territorio, qualificare la formazione tecnica, valorizzare la cattedra di Ingegneria del Veicolo della Facoltà di Ingegneria "Enzo Ferrari", mettere a disposizione infrastrutture come la pista prove di Marzaglia”.

Il sindaco, che ha iniziato il suo intervento citando la crisi del settore automobilistico portando ad esempio l’annullamento dell’edizione 2013 del “Motor show”, ha ricordato le recenti dichiarazioni di Harald Wester, responsabile del marchio Maserati: “Le macchine in produzione a Modena, Gran Turismo e Gran Cabrio, vendono benissimo, stiamo facendo di tutto per mantenere i volumi e nel 2013 saranno leggermente più elevati di quelli dell'anno scorso. Abbiamo dato tutte le garanzie occupazionali”. Per Pighi si tratta di una conferma dell'intenzione dell'azienda di “mantenere a Modena la produzione della gamma sportiva e sull'avvio della produzione di un altro modello di gamma sportiva top, quello della Alfa 4C, una delle vetture sportive più attese, forse la più attesa, degli ultimi anni. Quindi non un prodotto Maserati, ma un prodotto di grande prospettiva, ed è questa – ha affermato Pighi – la garanzia maggiore nel mercato di oggi”.

Rispondendo alle richieste dei consiglieri Pighi ha quindi spiegato: “Perché la commistione Maserati-Alfa? Perché l’industria automobilistica ragiona in termini globali, perché lo stabilimento di Modena è adatto a certi volumi e, credo, anche perché produrre a Modena un modello sportivo sia già sinonimo di qualità e di successo potenziale”. Per poi aggiungere che se “il fabbisogno logistico dell’azienda si modificasse, e questo avviene quasi in tempo reale, noi abbiamo detto che siamo pronti a rispondere a ogni nuova esigenza”.

Mentre rispetto alle garanzie sul mantenimento di ricerca e progettazione a Modena serve un’attenta riflessione: “Il Sistema Modena deve compiere uno sforzo maggiore verso lo studio e la progettazione di nuovi prodotti, anche in campo motoristico. Istituzioni, imprese e organizzazioni dei lavoratori dovrebbero trovare il modo di ragionare insieme verso questa nuova prospettiva, ad esempio intorno al tema dell’auto sportiva pulita. Potrebbe essere una grande sfida per Modena, soprattutto se davvero vogliamo dare opportunità concrete e qualificate di lavoro ai giovani”.

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