Accordo sindacale in Ferrari, nuovo maxi premio di competitività

Cifre che potranno raggiungere i 12mila euro annui in caso di raggiungimento di tutti gli obiettivi. Esultano Cisl, Uil e Fismic. Fiom: "Accordo al buio"

Ha una parte economica e normativa senza precedenti nella storia della Ferrari il nuovo premio di competitività, che s’inserisce nelle relazioni sindacali normate dal ccsl (contratto collettivo specifico di lavoro), firmato ieri sera a Maranello dai sindacati metalmeccanici Fim Cisl Emilia Centrale, Uilm Uil Modena e Fismic Modena.

Fa seguito al premio di competitività 2016-2019 e copre il periodo 2020-2023. Grazie ai risultati di produzione e redditività del primo semestre 2019, superiori rispetto alle previsioni dell’attuale premio, l’azienda riconoscerà un premio extra ai lavoratori legato ai risultati.

"Non solo, se nel prossimo quadriennio continueranno a crescere produzione e performances, il premio per i dipendenti sarà notevolmente aumentato – dichiarano i segretari generali della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti, Uilm Uil Modena Alberto Zanetti e Fismic Modena Massimo Mello – Salgono anche gli anticipi del premio, che passano da due a tre. Le cifre esatte saranno comunicate domani durante le assemblee con i lavoratori Ferrari. Dal punto di vista sindacale è una conquista enorme".

I soldi che finiranno nelle tasche di tutti i 3.500 dipendenti Ferrari, interinali compresi, sono importanti - si parla di un premio complessivo intorno ai 12mila euro annui - ma sottolineiamo anche i notevoli miglioramenti della parte normativa. "Il nuovo premio – proseguono Uriti, Zanetti e Mello - stabilisce nuove regole e sostegni per le assenze dovute a malattie lunghe, gravi e per lutti familiari fino al secondo grado.
Viene favorita la genitorialità attraverso la maternità e paternità facoltativa e l’allattamento. Aumenta la formazione dei lavoratori, non solo quella professionale, quindi erogata sul luogo di lavoro, ma anche personale per allargare le opportunità di carriera e gli orizzonti culturali".

Critiche invece dalla Fiom, che parla di una trattativa fatta "senza nessuna informazione preventiva nei confronti dei lavoratori e senza una piattaforma presentata dai sindacati firmatari del Ccsl ai lavoratori a tre mesi dalla scadenza del contratto vigente". per la sigla dei metalmeccanici della Cgil questa modalità "contravviene agli accordi interconfederali sui modelli contrattuali siglati da Cgil Cisl Uil ed è in totale contraddizione con le modalità con cui Fim Fiom e Uilm si stanno approcciando al rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici presentando una piattaforma unitaria".

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"Sicuramente la cifra del premio è importante, ma include quantità economiche che già i lavoratori percepivano in altre forme: 5.000 euro erogati come liberalità aziendale prima da Montemozemolo e poi da Marchionne, che si aggiungevano ai 5.500 euro percepiti l’anno scorso come premio di risultato del contratto aziendale. Con un risultato complessivo sul 2019 di circa 10.500 euro - spiega la Fiom - Quindi l’aumento salariale vero, se le cifre saranno confermate, sarà di 1.500 euro annui (in quanto si passa da 10.500 a 12.000 euro), se verranno raggiunti tutti gli indicatori previsti dall’accordo. Una cifra importante che però non è in linea con le dinamiche di crescita di un’azienda come Ferrari che si sta ponendo come obiettivo produttivo il superamento di 10.000 automobili all’anno e sta raggiungendo velocemente i 5 miliardi di fatturato".

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