Caro benzina, l'agonia dei gestori: "Prezzi sempre più alti, a noi le briciole"

L'indignazione di Faib Confesercenti: "Costi peggiorativi per gli automobilisti; irrisoria la percentuale incassata da gestori ed operatori delle stazioni di servizio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Cresce in modo inarrestabile il prezzo del carburante. Nell’ultimo anno l’incremento medio complessivo è stato oltre il 18% e nessuno al mondo, cosa per altro certificata anche dalla nota rivista The Economist, ha fatto peggio dell’Italia. Aumenti su aumenti che gravano sulle tasche degli italiani e dei modenesi: sia in città che sul territorio, come nel resto del paese, il prezzo medio della benzina si aggira intorno ai 1,830 euro al litro - ben oltre le 3.500 lire di un tempo – mentre si accorcia sempre di più il divario col diesel. “Costi che incidono già nella vita di tutti i giorni – dichiara Faib-Confesercenti Modena ricordando una diminuzione degli introiti delle stazioni di servizio modenesi, solo nell’ultimo mese anche del 30% - e che di certo non invogliano a spostarsi quanti in occasione delle imminenti festività pasqualiavevano pensato ad una breve vacanza o a ricongiungersi coi parenti”.

“Ma sia ben chiaro – tiene a precisare Franco Giberti, presidente di Faib-Confesercenti Modena – che, contrariamente a quanto si continui a pensare, ben poco del costo complessivo del carburante finisce nelle casse dei gestori o degli operatori delle stazioni di servizio”. L’organizzazione sindacale della categoria infatti ha calcolato in che modo vengono ripartiti i ricavi sulla benzina e le sorprese non mancano: “L’automobilista che oggi spende 50 euro in benzina (al costo medio di 1,830 euro al litro), è opportuno che sappia che di questa somma, 27,94 euro e cioè il 55,88% se ne vanno in tasse (accise + IVA al 21%), 21,02 euro, il 40.02%, va ai fornitori del prodotto e cioè i petrolieri, mentre solo 1,04 euro, il 2,08% del totale finisce nelle casse di gestori ed operatori delle stazioni di servizio. In altre parole gli incrementi del costo del carburante non lo decidiamo noi, ci viene imposto”.   

“Anche e soprattutto per queste ragioni – sottolinea Franco Giberti – per avviare un cambiamento a questo stato di cose ci siamo mobilitati per promuovere l’’iniziativa nazionale “Libera la benzina”, finalizzata per riportare nelle mani della categoria e dei cittadini la dinamica dei prezzi e degli sconti sui carburanti. Oltre 500.000 le firme raccolte in tutta Italia, di cui quasi 3.000 provenienti da Modena e provincia, grazie alle quali è stata presentata una proposta di legge, per altro già depositata in Parlamento, sostenuta anche da parlamentari di entrambi gli schieramenti”.

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