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Economia

Sviluppo umano e del territorio, ovvero quando l'economia è al servizio della comunità

Presentato oggi, in Confindustria, il programma dell'Associazione Aziende Modenesi per la Responsabilità Sociale d'impresa. Prima iniziativa il prossimo 25 febbraio

In un mercato sempre più globalizzato dove il profitto viene perseguito con ogni mezzo ha ancora un senso parlare di dimensione etica? Sebbene sia difficile dare una risposta affermativa, non mancano quanti continuano a sostenerlo a gran voce. E' il caso dell'Associazione Aziende Modenesi per la Responsabilità Sociale d'Impresa che oggi, presso la sede di Confindustria, ha presentato nella persona del vice-presidente Giorgio Sgarbi, di Gianmaurizio Cazzarolli, direttore risorse umane di Tetrapak ed Andrea Cavallini, amministratore delegato di MediaMo, il suo fitto programma annuale.

"La realtà che rappresentiamo - ha dichiarato Sgarbi - è nata nel 2014 e riunisce ben 35 società di molti settori e di diversa grandezza. Il nostro primo obiettivo è quello di creare, tramite iniziative e laboratori di progettazione, le condizioni per un complessivo miglioramento all'interno dei posti di lavoro e una maggiore attenzione ai bisogni del territorio. Per questo, nel 2016, abbiamo incentrato tutta l'attività sul tema dello sviluppo umano, argomento estremamente importante per far crescere nelle imprese una solida coscienza sociale."

Il primo appuntamento in calendario è previsto per il prossimo 25 febbraio ed avrà per titolo "Dalla prospettiva culturale alle sperimentazioni di valutazioni territoriali" con relatori Giuseppe Barzaghi, sacerdote domenicano e docente di filosofia teoretica, Adolfo Morrone, di ISTAT e per Impronta Etica Marjorie Breyton. Gli eventi poi proseguiranno nel corso dell'intero anno per chiudersi a dicembre con il Forum "Innovazione e sviluppo del territorio per la Smart City" in cui ospite d'onore sarà il professore, nonché già sindaco di Venezia, Massimo Cacciari.

"Come Tetrapak -  ha sottolineato Cazzarolli - poniamo da tempo un particolare accento sul benessere dei lavoratori tramite il cosiddetto smart working che consente, grazie alla sua flessibilità, di armonizzare le esigenze dei singoli con quelle produttive. E non è un caso se abbiamo sperimentato con successo l'inserimento nei nostri poli industriali di veri e propri asili nido e di strutture adeguate ai portatori di handicap. Crediamo, infatti, che mettere a disposizione dei dipendenti la propria capacità organizzativa sia, in ultima analisi, un fattore vincente anche per le aziende stesse."

"Malgrado le nostre ridotte dimensioni - ha aggiunto Cavallini di MediaMo - ognuno di noi, sette in tutto, presta a rotazione opera di volontariato. Un dato, a mio giudizio, positivo che attribuisce ulteriore valore ai propri, quotidiani, compiti professionali." Per quanto, comunque, l'impegno dell'associazione sia meritevole, non pochi paiono gli scogli di tipo culturale e normativo da affrontare, ma come  per ogni meta ambiziosa, perseverare è il primo gradino verso la realizzazione. Nello specifico, di un mondo migliore.

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