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Economia

Mobilità elettrica, accordo per una rete regionale di 1.500 colonnine

La Regione ha siglato un patto con cinque società di distribuzione dell'energia, per decuplicare il numero di istallazioni da qui a due anni e incentivare il mercato dell'auto a energia "pulita"

Millecinquecento nuove colonnine per la ricarica di auto elettriche da installare nei prossimi due anni nelle principali città dell'Emilia-Romagna, che diventa così apripista, in Italia, nella sfida della mobilità a emissioni zero e colma, almeno in parte, il gap che ci separa dai Paesi europei a più alto tasso di sviluppo del mercato delle auto elettriche, come Norvegia, Svezia e Olanda.

È l'obiettivo del protocollo di intesa siglato questa mattina, a Bologna, dall'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, con i rappresentanti di cinque tra i principali fornitori di energia elettrica che operano in Emilia-Romagna - Enel, Hera, Iren, Be Charge ed Enermia - per la nascita entro il 2020 in Emilia-Romagna di una capillare rete di punti di ricarica di veicoli ad alimentazione elettrica, sia mezzi di trasporto pubblico, che autovetture ad uso privato.

Le cinque società, in base all'accordo, dovranno provvedere all'installazione a proprie spese delle nuove infrastrutture di ricarica pubbliche nei punti nevralgici del traffico cittadino - stazioni, aeroporti, ospedali, parcheggi, centri commerciali -, secondo un piano di localizzazione concordato tra la Regione e i Comuni che si candidano a ospitarle.

La firma dell'intesa consacra l'Emilia-Romagna "tra le prime treRegioni leader per la mobilità ecologica, insieme a Lombardia e Toscana" sottolinea l'assessore Donini che spiega: "Il nostro obiettivo era risolvere il primo problema che si pone a chi ha un'auto elettrica, cioè come ricaricarla, e attraverso quest'opera di infrastrutturazione sarà possibile. Il nostro obiettivo è arrivare entro il 2025 al 20% di mezzi elettrici".

Alle 1.500 previste dall'intesa, se ne aggiungeranno altre 500 la cui installazione, nei prossimi due anni, è finanziata al 50% dalla Regione, attraverso i fondi del Piano nazionale infrastrutture ricarica elettrica (Pnire), e al 50% dagli operatori privati. Complessivamente, calcolando un costo di 9mila euro a colonnina, viene stimato un investimento complessivo di 18 milioni di euro.

Secondo la tabella di marcia prevista nell'intesa sulle 1.500 colonnine firmata oggi, il piano vedrà la luce entro sei mesi e dovrà favorire la messa in esercizio di impianti di ricarica anche nelle cosiddette aree ''a domanda debole'', cioè con scarsa presenza di veicoli elettrici in circolazione, proprio per accelerare la riconversione alla mobilità a zero emissioni.

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