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Riciclaggio di denaro, più segnalazioni a Modena che in intere regioni

Il dato delle transazioni sospette della nostra provincia segnalate alla Banca d'Italia cresce ancora. E ora spuntano anche i legami delle aziende modenesi con i paradisi fiscali. Preoccupazione della Cgil per la scarsa vigilanza dei liberi professionisti

Lo scorso mese è stato resto pubblico l'ultimo Quaderno dell'Unità di Investigazione Antiriciclaggio della Banca d'Italia che, oltre ad un aggiornamento dei dati già in precedenza monitorati, aggiunge autentiche novità nella ricerca, che meglio illuminano il variegato mondo del riciclaggio di denaro, purtroppo sempre più intrecciato all'economia anche nei nostri territori. Un'attività malavitosa e speculativa che non crea né sviluppo sano nè lavoro e contro la quale la Cgil modenese conduce da tempo una dura battaglia.

Una legge dell'ultimo governo Prodi, fortemente voluta anche dalla stessa Cgil, ha introdotto l'obbligo per banche, operatori finanziari e professionisti, di segnalare all'apposito ufficio UIF della Banca d'Italia, l'esecuzione di operazioni sospette di riciclaggio. Nel 2013 sono state analizzate 52.317 segnalazioni, pervenute in stragrande maggioranza dagli addetti ed uffici bancari e postali, o a fronte di comportamenti ed operazioni ritenute sospette, effettuate agli sportelli, o per la movimentazione di enormità di contante, pari a ben 130 miliardi. E i risultati ci sono, alla luce delle 157 istruttorie giudiziarie aperte e delle 521 aperture di pratiche con autorità straniere. 

La posizione dell'Emilia Romagna è negativamente "migliorata". La nostra regione, con 2.480 segnalazioni sospette nel semestre esaminato, è al quarto posto - pari merito col Veneto - fra tutte le regioni italiane ed in seconda posizione - dopo Lombardia - fra le dieci regioni del centronord. Dalla provincia di Modena, nello stesso semestre 2013, sono partite 362 segnalazioni di operazioni economiche sospette. “I numeri di Modena sono superiori alle 331 dell'intera Calabria – sottolinea Franco Zavatti, coordinatore legalità e sicurezza Cgil regionale - O in Calabira sono più disattenti, ed è probabile, o qui si concentrano forti e crescenti attività malavitose di possibile riciclaggio. Fatto sta che nella mappatura geografica delle province e con diverse gradazioni dei colori, riportata dal rapporto UIF, i territori di Modena e Reggio sono colorati vicino al rosso cupo”.

Oltre a denunciarei crescenti volumi delle segnalazioni, la Cgil sottolinea ancora una volta la scarsa, se non nulla, partecipazione dei liberi professionisti a queste operazioni di denuncia. A parte i notai, dai quali proviene il 90% di segnalazioni dell'intero mondo delle professioni, solamente 65 vengono dai commercialisti e consulenti del lavoro di tutta Italia,  20 dagli avvocati e studi associati dell'intero bel Paese e ben 3 da tutti i revisori contabili nazionali. Dividendo per dieci, si ottengono i numeri delle segnalazioni dai professionisti emiliano-romagnoli.

Anche nella quota crescente dei bonifici sospetti verso Paesi o da Paesi a fiscalità privilegiata Modena emerge. Delle tante segnalazioni sospette con riguardanti la nostra provincia, il 15% tratta di bonifici verso Paesi a fiscalità "privilegiata",mentre il 20% sono bonifici provenienti da quel tipo di Stati esteri. Si parla cioè di crescente e documentato scambio fra attività finanziarie modenesi e "paradisi fiscali".

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