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Cooperative del settore alimentare, c'è l'intesa sul nuovo Contratto nazionale

A livello salariale l’aumento complessivo, a regime, è di 119 euro. Soddisfatti i sindacati

La firma del contratto nazionale della cooperazione alimentare avvenuta il 2 dicembre 2020, con gli stessi aumenti economici dell’industria alimentare privata, ovvero 119 euro mensili, rappresenta un’importante garanzia per tutti i 2.500 addetti modenesi del settore.

La cooperazione alimentare nella provincia di Modena è un settore di punta e di traino per l’intera economia locale grazie anche alle produzioni di prodotti tipici (quarta provincia in Italia per valore delle produzioni DOP e IGP) fortemente legati al territorio attraverso le filiere agricole. Le aziende coinvolte nel rinnovo contrattuale riguardano realtà come Conserve Italia, Cantine Riunite & Civ, Progeo, nonché tutti i caseifici sociali e le cantine sociali.

Dopo una lunga e intensa trattativa, svoltasi in videoconferenza, Fai, Flai e Uila hanno sottoscritto, nella tarda serata di ieri, l’ipotesi di accordo di rinnovo del Ccnl. L’intesa raggiunta influisce positivamente sulle tutele, i diritti e il salario degli addetti di settore. Nella parte normativa sono state introdotte alcune norme per dare risposte alle repentine trasformazioni del mercato del lavoro, prevedendo la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alle scelte strategiche che verranno effettuate dall’azienda. 

Si continuerà, poi, nel percorso di miglioramento della qualità della vita dei lavoratori anche grazie all’introduzione di strumenti a sostegno per la genitorialità e l’assistenza familiare. È stata, infatti, prolungata di ulteriori tre mesi l’esenzione dal lavoro notturno per la lavoratrice madre e per il lavoratore padre sono stati previsti un ulteriore giorno di permesso retribuito per della nascita del figlio; inoltre son previste otto ore di permesso per l’inserimento all’asilo nido del figlio e otto ore di permesso retribuito per il sostegno di genitori ultra 75enni in caso di necessità mediche. 

Sul welfare, anche in ragione dell’attuale emergenza sanitaria, è stato incrementato di 3,50 € il versamento delle aziende al Filcoop sanitario per incrementarne le prestazioni. Per incrementare, inoltre, l’adesione delle Aziende ai Fondi bilaterali è stato previsto che le imprese non aderenti dovranno corrispondere alle lavoratrici e ai lavoratori, oltre a garantire prestazioni equivalenti, 20 euro mensili in busta paga. 

Dal punto di vista salariale, l’aumento dei minimi tabellari concordato è pari a 84 €, a parametro 137, nel quadriennio, suddiviso in quattro tranches (21,43 € dal 1/12/2019, 20,85 € dal 1/9/2021, 20,85 € dal 1/1/2022 e 20,87 € dal 1/1/2023). A tale importo, si aggiunge l’incremento aggiuntivo della retribuzione, pari a 35 € a parametro 137 che, da aprile 2023, entrerà a far parte della retribuzione. L’aumento complessivo, a regime, è quindi di 119 euro, cifra al di sopra delle previsioni IPCA. Nei prossimi giorni sarà avviata la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori per l’approvazione dell’intesa raggiunta. 

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