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Ripartono i consumi, ma non si arresta la chiusura delle attività

I dati parlano di un aumento sensibile dei consumi, ma a controbilanciare è la presenza negativa del differenziale tra PMI aperte e chiuse. Una ripresa vera e proprio ancora non si vede, ma tale differenziale si sta riducendo

Ripartono i consumi ma non si arresta il calo delle attività imprenditoriali, e così nel secondo quadrimestre dell’anno scompaiono altre 22 imprese, anche se si registra la crescita di  attività di e-commerce; stabili pubblici esercizi e ristorazione. Al 31 agosto 2015 si riscontra infatti che, a fronte di 67 nuove iscrizioni sul territorio provinciale, sono 89 quelle che hanno chiuso i battenti. Un dato in linea sia con quello regionale che ha visto un differenziale tra PMI aperte e chiuse negativo a -276.

Nonostante la situazione si presenti ad agosto, migliore rispetto al primo quadrimestre, le chiusure anche a livello locale continuano a prevalere – afferma Tamara Bertoni Direttore generale di Confesercenti Modena - Segno che la ripartenza dei consumi risulta ancora troppo debole per consentire ai negozi di vicinato di intercettare la ripresa. Infatti cosi come certificato dai dati Istat, l’aumento dei consumi al momento è assorbito in grande prevalenza dalla grande distribuzione".

Al 31 agosto il numero di bar e ristoranti aperti 85, eguagliano quelli costretti a cessare l’attività. In  direzione opposta al trend nazionale che vede il commercio su aree pubbliche crescere  in modo esponenziale con un saldo positivo di oltre 3000 imprese, a livello provinciale registriamo un saldo di -2 (19 iscrizioni con 21 cessazioni).  Positivo invece l’andamento delle attività di e-commece, nel periodo compreso tra gennaio e agosto 2015, in provincia di Modena, si segnalano 16 nuove realtà imprenditorili contro 6 cessazioni, con un saldo che segna un buon +10: il dato migliore di tutta la regione Emilia Romagna.

Stabile può definirsi invece l’andamento nel settore dei pubblici esercizi. Al 31 agosto il numero di bar e ristoranti aperti 85, eguagliano quelli costretti a cessare l’attività. In  direzione opposta al trend nazionale che vede il commercio su aree pubbliche crescere  in modo esponenziale con un saldo positivo di oltre 3000 imprese, a livello provinciale registriamo un saldo di -2 (19 iscrizioni con 21 cessazioni).  

"In vista della Legge di Stabilità, – continua Tamara Bertoni -  occorre dunque favorire attraverso la leva fiscale anche le imprese minori, ora ancora troppo ai margini dai benefici fiscali previsti per le imprese di maggiori dimensioni. Questo attraverso l’attuazione della semplificazione fiscale, nonché attraverso l’innalzamento della soglia di accesso ai regimi forfettari agevolati. E’ altresì indispensabile favorire una ripresa del credito verso le imprese che vedono ancora diminuire le erogazioni".

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