Dipendenti Ferrari di nuovo al lavoro, con il lockdown "perse" 2000 auto

Camilleri traccia il quadro della situazione ne giorno della ripresa della produzione. Riduzione delle ferie estive e lavoro anche al sabato per recuperare il tempo perso

"Siamo in relativa buona forma, in particolare per quanto riguarda il nostro core business, e quindi siamo in grado di resistere a una recessione prolungata. Credo anche che abbiamo preso e stiamo adottando le misure appropriate per affrontare questa crisi in un modo che, alla fine, ci renderà più forti". In ogni caso, "finora non abbiamo ancora assistito a cancellazioni anomale o spiacevoli" di ordini, molte sono concentrate in Australia e Usa, ma "nulla di allarmante" o di definitivo, per ora. Di sicuro, "l'attività che influenzerà in modo negativo i nostri risultati nel 2020 nel modo più duro, e anche quella che è la più difficile da prevedere, è la Formula 1".

Lo dice il ceo di Ferrari, Louis Camilleri, presentando i risultati trimestrali della casa di Maranello, nel giorno che coincide con l'avvio della fase 2 dell'emergenza coronavirus. Sull'attività riavviata da oggi negli stabilimenti, precisa l'amministratore delegato: "Dipendiamo da 400 fornitori diretti. Oltre i due terzi del totale hanno sede in Italia e molti si trovano nelle regioni tra le più colpite, quindi Lombardia e Piemonte. A partire dalla scorsa settimana 190 fornitori stavano operando con alcuni livelli di assenteismo relativamente elevati, considerata la situazione. Con pochissime eccezioni, è stato pianificato di avviare oggi- conferma Camilleri- la produzione. Abbiamo monitorato con attenzione tutti i fornitori che potrebbero trovarsi in una condizione finanziaria precaria, per determinare le azioni che potremmo intraprendere per assisterli direttamente o indirettamente". 

Per quest'anno, comunque, il ceo si aspetta più in generale "una significativa riduzione delle entrate, che rifletterà minori royalties, una drastica riduzione del numero di negozi, musei e parchi e un ritardo nelle nuove attività che avevamo programmato". I target del 2020, in tutto questo, sono stati rivisti e Camilleri precisa che "la nostra guidance per l'intero anno riflette un secondo trimestre molto debole, rappresenta la maggior parte della nostra erosione rispetto alla guidance precedente".

"Nonostante le nostre strutture abbiano sospeso la produzione dal 14 marzo, nessun dipendente è stato licenziato e tutti hanno ricevuto la loro piena retribuzione nel corso di questa fase. Abbiamo fornito sostegno medico e assistenza ai nostri dipendenti e alle loro famiglie, cosi' come assistenza vitale in natura e monetaria alle comunità in cui risiedono. Solidarietà ed empatia sono stati i nostri principi guida", ha poi evidenziato Camillaeri

Il ceo conferma comunque il lancio dei due nuovi modelli previsti quest'anno: "Saranno presentati in ritardo, ma saranno presentati, entro la fine dell'anno, e le consegne inizieranno nel 2021". Intanto, il direttore finanziario di Ferrari, Antonio Picca Piccon, parla di un volume perso pari a "2.000 vetture", in queste settimane di lockdown dovuto all'emergenza Covid: c'è già un piano per recuperarne almeno 1.000, riducendo le ferie estive e lavorando il sabato.

Nella revisione al ribasso della guidance 2020, inoltre, il direttore finanziario precisa di non aver tenuto conto di una seconda eventuale ondata di Covid: "Abbiamo deciso di non tener conto del rischio di una grave seconda ondata di infezioni dopo quella attuale, sarebbe stato impossibile modellare gli impatti di una nuova e grave perturbazione del genere", segnala Picca Piccon. Dopo aver perso quota alla luce del risultati diffusi in tarda mattinata, il titolo Ferrari chiude in ripresa con un +1,50% a 145,55 euro.

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