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Quarto trimestre record, Ferrari corre per recuperare il tempo perso nel lockdown

Ricavi netti in calo dell'8,1% e crescita dell'indebitamento, ma nel 2021 si punta a recuperare in fretta. Nell'anno del covid scese del 10% le consegne

Risultati del 2020 anche superiori alle aspettative grazie a "un quarto trimestre record", con un utile netto a 263 milioni rispetto ai 166 realizzati nello stesso periodo del 2019, mentre nel 2021 si punta a un forte recupero. È il quadro in casa Ferrari, da dove si diffondono oggi i risultati del quarto trimestre e dei 12 mesi conclusi il 31 dicembre. Emergono consegne totali pari a 9.119 unità, in diminuzione del 10% rispetto all'anno precedente ma "in linea con la programmazione per il secondo semestre", a seguito della sospensione produttiva di sette settimane per via della pandemia.

I ricavi netti sono pari a 3.460 milioni, in diminuzione dell'8,1%, con un Ebitda pari a 1.143 milioni, in calo del 10% rispetto all'anno precedente, e un margine Ebitda pari al 33%. L'Ebit è pari a 716 milioni, in diminuzione del 21,9% rispetto all'anno precedente, con un margine dell'Ebit pari al 20,7. L'utile netto adjusted vale 534 milioni, che erano 669 nel 2019, l'utile diluito adjusted per azione 2,88 euro. 

Emerge in questo quadro un free cash flow industriale positivo, per 172 milioni, compensato in parte da spese in conto capitale per 709 milioni, di cui oltre 60 milioni relativi all'acquisto di terreni adiacenti allo stabilimento di Maranello, e dall'impatto negativo sul capitale circolante dovuto in particolare allo storno degli anticipi delle Ferrari Monza SP1 e SP2 incassati nel 2019, così come all'aumento del magazzino prodotti e materie prime finalizzato "a proteggere i flussi di fornitura".

L'indebitamento industriale netto di Ferrari al 31 dicembre è stato pari a 543 milioni, rispetto ai 337 milioni al 31 dicembre 2019. Nel corso del 2020 sono state riacquistate azioni proprie per un totale di 130 milioni, mentre i dividendi distribuiti sono stati pari a 212 milioni. Al 31 dicembre, di nuovo, le passività per leasing derivanti dall'adozione dell'Ifrs 16 pesano 62 milioni, mentre la liquidità complessiva disponibile era pari a 2.062 milioni (1.879 milioni al 30 settembre 2020), incluse linee di credito committed inutilizzate per 700 milioni.

(DIRE)

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