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Da domani via ai saldi, ma i negozianti chiedono più regole

Fismo-Confesercenti Modena: "Sconti sostenuti da subito e buone opportunità, ma ambito da regolamentare: troppe promozioni durante l'anno". La liberalizzazione al momento ha portato benefici solo ad outlet e grande distribuzione

Sarà sabato 3 gennaio 2015 e non più il 5 come era stato fissato in un primo momento l’avvio dei saldi invernali. Un anticipo di qualche giorno, richiesto in primo luogo dagli operatori del settore in quanto il sabato è ritenuto, commercialmente parlando, giornata "più favorevole ai consumatori". spiega Fismo Confesercenti Modena, il sindacato che rappresenta i rivenditori di abbigliamento e calzature. Ora, l’auspicio e il desiderio sono quelli di un’inversione di tendenza, protesa a ridare almeno un po’ di ossigeno ad un settore, quello dell’abbigliamento sul quale le difficoltà economiche continuano ad incidere con cali a doppia cifra. Gli imprenditori praticheranno sconti sostenuti anche del 40% per recuperare un anno difficile, condizionato oltretutto dalle bizzarrie del clima. 

Quanto alle previsioni, l’Associazione preferisce non sbilanciarsi. Con ogni probabilità qualche affare in più è destinato a farlo chi partirà con ribassi elevati, del 50% e oltre. Come pure i negozi di vendita di abbigliamento per bambini - è ormai consolidata la tendenza di acquistare capi e calzature in saldo, di una o due taglie maggiori per poi farle indossare ai figli la prossima stagione invernale – oltre a coloro che ormai oltre ad offrire capi di qualità elevata al giusto prezzo si sono specializzati anche nella vendita on line, come servizio aggiunto alla propria clientela.

Il settore vive una situazione, tra promozioni e svendite con oscillazioni di sconto dal 30% al 50%, di ‘saldo’ continuo, 12 mesi l’anno - spiega Fismo - Non è sentita più di tanto quindi l’attesa delle vendite di fine stagione, quando già in anticipo esiste la possibilità di scegliere tra numerose promozioni e opportunità. Si evince per contro l’impellente necessità di una regolamentazione di questo tipo di vendite, dato che la cosiddetta liberalizzazione ha portato benefici solo a outlet e grande distribuzione, con le PMI del commercio costrette ad una corsa impari; come pure quella di ricreare un appeal vero dei saldi”.

“Le vendite di fine stagione aiutano a sostenere sia i bilanci dei negozi che hanno risentito di una calo delle vendite, sia di quelle famiglie strette dalla crisi economica: per questo non vanno di certo deregolamentati, ma tutelati. Proseguire sulla via della liberalizzazione condurrebbe di fatto alla fine dell’effetto positivo del saldo, che resta un’importante opportunità per dare respiro ai commercianti gravati da una crisi che ha costretto numerosi negozi a chiudere i battenti", concludono i commercianti.

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