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Saldi, Adiconsum: "La stagione dei saldi è anacronistica e inefficace"

E' tempo di saldi e piovono le critiche di Adiconsum, l'associazione consumatori della Cisl, che spera in una completa liberalizzazione del commercio per favorire i consumatori

Si staglia contro i saldi Angelo Ferrari Valeriani, responsabile provinciale di Adiconsum, l’associazione consumatori della Cisl di Modena: "La stagione dei saldi è anacronistica e inefficace. Si tratta di una norma violata sempre di più dagli stessi commercianti, che ormai operano giustamente secondo leggi di mercato e non più secondo misure che risalgono al dopoguerra. Che senso ha – si chiede Ferrari Valeriani - continuare con saldi che ormai sono annullati dalle offerte pre-saldi che i consumatori ricevono da più di un mese tramite sms o e-mail, con sconti fino al 60 per cento? Che senso quando le nostre città sono ormai piene di negozi che fanno promozioni e liquidazioni e con una presenza massiccia di outlet con grandi griffes con sconti anche del 30-40 per cento?"


Il commercio elettronico riesce a far risparmiare significativamente i consumatori e per l'associazione consumatori della Cisl è illusorio sperare che, soprattutto in periodo di crisi, i saldi coprano il flop delle vendite natalizie. "È tempo - continua Ferrari Valeriani - di cancellare la legge sui saldi e liberalizzare completamente il commercio". Nella speranza che il governo Monti realizzi questa riforma, Adiconsum suggerisce un decalogo per gli acquisti con saldi. Innanzitutto si ricorda che sull'oggetto in saldo deve essere sempre riportato il prezzo d'origine, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale; diffidare di negozi che espongono cartelli con sconti superiori al 50-60 per cento e fare riferimento a negozi già conosciuti per acquistare la merce in saldo. Adiconsum aggiunge che nel periodo dei saldi i negozianti che normalmente accettano pagamenti con bancomat o carte di credito ed espongono il relativo logo sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici. È meglio diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati, anche se è a discrezione del commerciante consentire o meno di fare provare la merce. Si può cambiare solo ed esclusivamente la merce difettosa che deve essere riconsegnata al commerciante entro due mesi dalla scoperta del difetto. Conservare sempre lo scontrino per potere eventualmente cambiare la merce difettosa; se il commerciante rifiuta di cambiare un articolo difettoso in saldo o non vuole restituire i soldi, rivolgersi alla polizia municipale e segnalare il caso alle sedi Adiconsum.

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