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Martedì, 16 Agosto 2022
Economia

Aperture festive, ancora in sciopero i lavoratori del commercio

I Sindacati proclamano unitariamente quattro giornate di sciopero, che coincidono, a partire da domani, con le feste religiose in cui negozi e grande distribuzione rimarranno aperte al pubblico, dopo la deregulation voluta dal Governo Monti

Si riaccende la polemica sulle aperture straordinarie di negozi e supermercati, anche se ormai straordinarie non possono più definirsi. La festività di domani e le prossime feste natalizie ripropongono il tema della deregolamentazione degli orari del commercio e vedono una nuova sollevazione delle sigle sindacali. Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil modenesi hanno infatti proclamato unitariamente quattro giorni di sciopero per le festività del 1° Novembre, 25 e 26 Dicembre e 1 Gennaio 2014.

L’iniziativa di protesta, che si ripete nel modenese da oltre un anno, mira a contrastare la deregolamentazione totale degli orari commerciali introdotta dal Governo Monti, le cui conseguenze si scaricano principalmente sui lavoratori del settore. A quasi due anni di distanza, Filcams, Fisacat e Uiltucs devono purtroppo prendere atto della conferma delle loro ragioni: ovvero che questa legge avrebbe prodotto perdite di posti di lavoro, peggioramento delle condizioni di lavoro e calo dei consumi. 

“I posti di lavoro persi – spiegano i sindacalisti modenesi – sono dovuti alla chiusura di migliaia di piccole e medie imprese del commercio che strutturalmente non sono state in grado di reggere la crisi e la contestuale estensione degli orari di apertura. La Grande Distribuzione Organizzata non ha compensato queste perdite. Inoltre la chiusura dei piccoli negozi di quartiere ha creato disagio e danno verso i consumatori anziani, o con problemi di mobilità, spostando l'offerta commerciale quasi esclusivamente nei grandi centri commerciali periferici”.

Secondo i tre sindacati confederati, l’incremento degli orari di apertura ha avuto come scontata conseguenza l’aumento dei carichi di lavoro degli addetti nella Grande Distribuzione, una loro maggiore ricattabilità, difficoltà di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, e in definitiva l’aumento della precarizzazione per molti. La politica, nonostante alcuni parlamentari locali abbiano preso a cuore il problema, non è ancora riuscita a fornire risposte soddisfacenti per i sindacati, che auspicano un intervento egislativo rapido e risolutore.

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