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Martedì, 9 Agosto 2022
Economia Stadio Braglia / Piazza della Cittadella

Cgil "Non si parli solo di dimissioni: Seta illustri i piani per il futuro"

Il sindacato di piazza Cittadella chiede un incontro con le istituzioni per capire cosa accadrà ai lavoratori del trasporto pubblico e se e quali condizioni verrà garantito il servizio all'utenza

La Cgil vuole vederci chiaro sulla vicenda Seta, soprattutto per capire se e come l’azienda per la mobilità modenese sarà riorganizzata dopo le dimissioni dell’ad Claudio Ferrari e del vice Laurence Le Blanc, i due soci privati della holding. Se infatti il CdA non è in grado di prendere decisioni non si capisce quale possa essere il futuro dell’azienda modenese, in particolare riguardo alla situazione dei lavoratori e del servizio all’utenza, dato che gli amministratori hanno lasciato proprio per colpa degli enti locali modenesi che non hanno rispettato gli impegni e corrisposto a Seta quanto necessario almeno per stendere il budget.

Per la Cgil quanto sta accadendo in Seta è “incredibile”, soprattutto alla luce di un progetto, quello della fusione con le aziende del trasporto pubblico di Reggio Emilia e Piacenza, che per il sindacato ha un’importante valenza “per  arginare il problema del taglio delle risorse pubbliche nazionali, i cui effetti già si vedono in altre regioni che in questi mesi sono già intervenute con forti ridimensionamenti degli organici, mancati pagamenti di stipendi e pesanti tagli dei servizi”.

L’obiettivo ambizioso sostenuto e promosso dalla Regione Emilia Romagna è sempre stato quello di creare un’unica azienda del trasporto pubblico a livello regionale, ma la vicenda modenese rappresenta uno stop pesante su un cammino già piuttosto accidentato, per questo Cgil si chiede e chiede alle istituzioni come pensano di reagire a questo improvviso ostacolo, dichiarando con chiarezza quali saranno i progetti per il futuro. I rappresentanti sindacali infatti, pur consapevoli dei ritardi sull'azione di efficientamento, delle diminuite risorse, dell'aumento dei costi derivanti dall'aumento del costo del carburante, chiedono con forza “un aggiornamento del Piano Industriale, nel quale riteniamo a questo punto debbano essere evidenziate tutte le componenti, efficienza dei servizi, entrate ed uscite complessive, disaggregate per territorio per uscire dal rimpallo delle  responsabilità.”

Il sindacato prega gli enti coinvolti e le amministrazioni di assumersi tutte le responsabilità del caso, e ha richiesto un incontro urgente con Provincia e Comune per capire cosa ne sarà del trasporto pubblico modenese, e se non verranno date le risposte necessarie a garantire un servizio di trasporto pubblico all'altezza dei bisogni dell'utenza e dei lavoratori da via Cittadella promettono ulteriori iniziative.

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