Seta punta sul rinnovo della flotta: "Non possiamo più rimandare"

Il parco mezzi che ha dato così tanti problemi negli ultimi anni è ora una priorità di rinnovamenti citata nel Bilancio di Sostenibilità pubblicato in queste ore dall'azienda

Anche per Seta il rinnovo degli autobus è la principale spina di questi anni complicati, dal punto di vista dei trasporti e dei finanziamenti pubblici. L'azienda del trasporto pubblico locale modenese lo mette nero su bianco nella seconda pubblicazione 'socialè degli ultimi due mesi, il bilancio di sostenibilità, che segue la carta dei servizi uscita a metà febbraio (tradotta anche in arabo). Ne parla l'amministratore delegato Francesco Patrizi, in sella da poco più di un mese, che evoca senza citarli anche i vari problemi che hanno accusato i bus emiliani in questi anni, incendi e guasti inclusi (a Modena e dintorni in particolare). "In una fase di contenimento della spesa pubblica- avvisa l'ad di strada Sant'Anna- è particolarmente complicato affrontare gli oneri crescenti derivanti dagli investimenti per rinnovare il parco mezzi, per l'innovazione tecnologica, per il personale, per i combustibili e le manutenzioni. Ma il Consiglio di amministrazione di Seta ritiene ineludibili tali impegni, a partire dal rinnovo della flotta veicolare, non più procrastinabile".

Dunque, Seta si dice impegnata a completare il discusso programma di rinnovo dei mezzi "per migliorarne l'affidabilità, il comfort per i passeggeri, le prestazioni ambientali, l'accessibilità per i disabili e la sicurezza per gli operatori". Ma bisogna proseguire nell'innovazione pure dei sistemi di bigliettazione elettronica e telematica, cosi' come "completare la riorganizzazione della rete di vendita dei titoli di viaggio, favorendo ulteriormente, anche in termini tariffari, gli utilizzatori abituali dei mezzi pubblici per promuoverne l'utilizzo". 

E nell'ambito del bilancio di sostenibilità 2018, il secondo dell'azienda con dati aggiornati al 31 dicembre 2017 e trend sull'anno successivo, interviene sul punto anche il presidente Andrea Cattabriga. Che conferma: "A fronte di una crescente domanda (che implica l'offerta di più mezzi, più corse, più efficienza) permangono infatti forti elementi di incertezza nelle risorse disponibili, negli investimenti e nelle politiche urbane per la mobilità sostenibile, che dovrebbero favorire la competitività del trasporto pubblico. La carenza di risorse condiziona pesantemente- ammette Cattabriga- la gestione del servizio".

(DIRE)

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