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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Economia

Affitti concordati, la trattativa non decolla e i prezzi non scendono

Protestano i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat, che lamentano la mancanza di flessibilità da parte delle associazioni dei proprietari immobiliari. Da tempo è in corso una trattativa senza esiti sul rinnovo dei Patti territoriali per gli affitti

Si è svolto ieri l'ennesimo incontro tra i sindacati degli inquilini Sunia Sicet Uniat e le associazioni dei proprietari Asppi, Ape-Confedilizia, Uppi per ridiscutere i termini dei Patti territoriali che stabiliscono i valori minimi e massimi degli affitti concordati. I canoni concordati beneficiano di una serie di agevolazioni fiscali (cedolare secca al 10% nei Comuni ad alta tensione abitativa, Imu agevolata in molti Comuni, imposta di registro ridotta) che si giustificano a fronte della volontà del proprietario di applicare un canone ridotto all'inquilino. 

“Purtroppo dobbiamo registrare dopo mesi di incontri, uno stallo del tavolo delle trattative a causa dell'atteggiamento sordo delle associazioni dei proprietari che non vogliono assolutamente prendere in considerazione la proposta, avanzata dai sindacati inquilini, di diminuire gli affitti previsti nei Patti territoriali del 2008”, scrivono i sindacati in una nota.

Da tempo le associazioni degli inquilini denunciano la necessità di abbassare i canoni derivati dai Patti territoriali attualmente in essere, poiché stabiliti in un periodo antecedente alla crisi economica e non più sostenibili dagli attuali redditi delle famiglie modenesi. Anche il Comune di Modena all'interno dell'Agenzia Casa ha dovuto abbassare i valori degli affitti concordati del 30%, perché altrimenti troppo elevati per le fasce di reddito più fragili. Altre città, come ad esempio Bologna, da più di un anno, hanno diminuito gli affitti sottoscritti nel 2008 perché non più sostenibili. 

“La posizione di chiusura totale tenuta al tavolo di ieri da parte delle associazioni dei proprietari rischia di compromettere le relazioni costruttive poste in essere in questi anni.   
Tale chiusura è incomprensibile anche per i singoli proprietari che già oggi rinegoziano da soli affitti più bassi per venire incontro alle necessità degli inquilini e per non avere il rischio della morosità. Per questo motivo ci auguriamo – concludono le sigle sindacali -  che ci sia un cambio di atteggiamento delle associazioni dei proprietari, perlomeno da parte di quelle che hanno sempre sostenuto l’importanza di un Patto sociale in grado di far ripartire il tavolo della trattativa con atteggiamento costruttivo”.

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