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Economia

Costruzioni, Stefano Betti nuovo presidente di Ance in regione

L'imprenditore 51enne eletto oggi in Confindustria. Dovrà gestire uno dei settori più critici dell'economia del territorio, profondamente colpito dalla crisi sia int termini di produzione che di occupazione

È il modenese Stefano Betti, ingegnere titolare dell’impresa Costruzioni Generali Due srl, il nuovo presidente di Ance Emilia-Romagna. Lo ha deciso l’assemblea regionale dei costruttori edili che si è riunita oggi a Modena. Betti succede al forlivese Giovanni Torri e rimarrà in carica fino al 2019. Completano la squadra di governo dell’associazione emiliano-romagnola i vicepresidenti Stefano Borghi (Effebi srl) di Bologna, e Matteo Raffi (Edil Luretta srl) di Piacenza, oltre a Paolo Martinelli (Impresa Martinelli Franco srl) di Ferrara, che assume la carica di tesoriere.

Il presidente Betti, in occasione della conferenza stampa che si è tenuta a fine assemblea, ha rimarcato con forza la gravità della crisi del settore edile: in sei anni, dal 2008 al 2014, si è avuta la perdita di 64 miliardi di euro di investimenti in costruzioni e di circa 31.000 posti di lavoro nella sola Emilia-Romagna. Le due priorità da sottoporre subito all’attenzione della Regione, per rilanciare le costruzioni e cercare di agganciare la debole ripresa dell’economia nazionale, sono: la riscrittura delle norme urbanistiche regionali, che dovranno essere chiare, semplici e soprattutto non inficiate da posizioni ideologiche; l’immediata attivazione di investimenti pubblici e la predisposizione di condizioni volte a favorire gli investimenti privati.

«Occorre che la nuova legge regionale sull’urbanistica non venga influenzata da approcci estremistici diretti a non utilizzare altro suolo non edificato», ha affermato Betti, «ma salvaguardi e mantenga le aree potenzialmente edificabili attualmente previste negli strumenti di pianificazione approvati. I costruttori edili hanno preso atto che occorre intervenire in modo certamente più oculato e razionale nelle nuove aree inserite nei piani di sviluppo comunali. Al tempo stesso è però urgente che la Regione promuova la riqualificazione energetica e sismica degli edifici pubblici e incentivi, con ulteriori misure oltre a quelle statali, interventi analoghi nell’ambito privato soprattutto nei vecchi condomini al fine di garantire una migliore qualità della vita non solo nelle abitazioni, ma anche nei quartieri».

Un’ultima considerazione il presidente regionale Ance l’ha rivolta alla ricostruzione post sisma, sottolineando la necessità di rendere più snelle e veloci le attuali procedure di pagamento dei lavori svolti, considerate inaccettabili per la loro lunghezza. Le imprese edili si trovano di fatto a finanziare, per diversi mesi, i lavori della ricostruzione e questa circostanza, collegata al crollo dei crediti concessi al settore da parte del sistema bancario (tra il 2007 e il 2013 il calo è stato del 75%), non fa che aggravare pesantemente la situazione finanziaria delle imprese. Sul Mude, ha aggiunto Betti, pare sia stata concessa una proroga: «Auspichiamo accada anche per il sistema elettronico Sfinge».

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