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Lunedì, 15 Agosto 2022
Economia Madonnina / Via Crispo Gaio Sallustio, 40

Crisi "L'Informazione", storia di un quotidiano e del suo gruppo editoriale

Passaggi societari, contratti di solidarietà, stipendi pagati in ritardo e vertenze sindacali: la travagliata storia de "L'Informazione", un quotidiano lungo la via Emilia

Fin dalla sua nascita, L'Informazione non ha praticamente mai avuto un momento di requie. Questo il pensiero che sorge a leggere il comunicato diffuso ieri dal cdr del quotidiano di Editoriale Bologna che ha raccontato la storia del giornale che, a Modena, ha sede al civico 40 di via Gaio Crispo Sallustio, laterale di via Emilia Ovest.

CONTRATTI DI SOLIDARIETA' - Nato dall'esperienza de Il Domani di Bologna, nato nel 2000, e de L'informazione, nato nel 2005, poi confluiti sotto un'unica testata, questo quotidiano ha avuto a suo carico un'incredibile quantità di sacrifici caricati sulle spalle dei suoi stessi giornalisti, i quali, chi negli ultimi tre anni, chi negli ultimi due, hanno accettato di autoridursi gli stipendi dei contratti di solidarietà. Il principio di questo contratto consiste, in parole povere, nel lavorare meno per fare lavorare tutti: anziché lavorare un mese intero, i giornalisti si accordano per fare "rotazione" e lavorare, a seconda dei casi, due o tre settimane al mese. La ventilata cessazione delle pubblicazioni da qui a due settimane giunge dopo mesi e mesi di trattative fra le parti in causa (giornalisti-editore), trattative svoltesi in parallelo con quelle riguardanti lo stato di crisi di ètv-Rete7 che, con le sue redazioni di Bologna (ètv), Modena (Antenna1) e Reggio Emilia (Teletricolore), fa capo allo stesso editore, l’imprenditore reggiano Erminio Spallanzani, il quale, come riportato dallo stesso cdr de "L'Informazione" e, soprattutto, dall'Agcom, su queste due aziende ha influenza dominante.

PASSAGGI SOCIETARI - Tre anni fa prende piede un "gioco" che, per certi versi, ricorda quello delle scatole cinesi. L’avventura all’interno del cosiddetto Gruppo Spallanzani inizia nel dicembre del 2008 quando Legacoop Bologna cede la Coop L’Oggi, la quale detiene Editoriale Bologna srl, al gruppo Rete 7 Spa. Editoriale Bologna srl all'epoca era proprietaria della testata giornalistica Il Domani di Bologna poi denominato in seguito all’accordo "L’Informazione-Il Domani". Il Domani è a sua volta titolare, attraverso Coop L’Oggi, di un contributo pubblico, previsto dalla legge sull’editoria, di circa 1,6 milioni di euro. Il gruppo del signor Erminio Spallanzani editava il quotidiano L’Informazione a Modena (da settembre 2007) e a Reggio Emilia (da gennaio 2005) attraverso la società Editoriale Tricolore con sede a Reggio Emilia. Questa società, però, con redazioni e giornalisti a Modena e a Reggio Emilia non disponeva di alcun contributo pubblico e per tale ragione il gruppo ha acquisito la Coop L’Oggi sotto il cui controllo ha messo anche le redazioni di Modena e Reggio. In quel periodo Legacoop voleva abbandonare l’iniziativa editoriale e chiudere il quotidiano Il Domani, di fatto mandando a casa circa una ventina di giornalisti. Per tale ragione, il gruppo Rete 7 si propose per l’acquisto. Prima di acquistare il giornale, però, il gruppo Rete 7, previa minaccia di non concludere l’accordo, pretese che i giornalisti della redazione di Bologna firmassero una sorta di "manleva" che esonerasse i nuovi acquirenti da eventuali pendenze che i dipendenti avevano nei confronti della precedente proprietà dopo che, per anni, molti dei giornalisti avevano lavorato come “abusivi”, senza cioè alcun giusto riconoscimento economico, prima di venire assunti.

PERIPEZIE GIORNALISTICHE - Lavorare per "L'Informazione" non è mai stato facile: solitamente pagati il 15 del mese successivo a quello di riferimento, gli stipendi venivano spesso versati in ritardo. Dopo avere trattenuto dalle buste paga i contributi Inpgi (l’Inps dei giornalisti), Casagit (la cassa sanitaria integrativa), il contributo al Fondo di previdenza complementare, nel quale sono poi confluiti i Tfr degli stessi giornalisti e l’Irpef senza poi, per alcuni lavoratori, versare quanto dovuto agli enti di categoria, nel 2010, con un'errata interpretazione del contraggio giornalistico, l’azienda ha trattenuto ai lavoratori una parte consistente della 14esima o indennità redazionale. Questa mensilità, prevista dal contratto, viene versata con lo stipendio di giugno. Nel dicembre di quell’anno l’azienda avrebbe poi sostenuto che, in quanto alle prese con in contratti di solidarietà, i giornalisti non avrebbero avuto diritto ad avere la 14esima per intero, con una una perdita media per i lavoratori di 500 euro. Contratto alla mano, il sindacato ha più volte spiegato che il conteggio era sbagliato, ma a nulla è valso il parere super partes del direttore generale della Fnsi (Federazione nazionale della Stampa) che ha redatto il contratto insieme agli editori rappresentati dalla Fieg (Federazione italiana editori giornali). La decisione di applicare i contratti di solidarietà era nata negli scorsi anni per evitare i licenziamenti a fronte di un perdita esigua per il settore editoriale di meno di 280 mila (per la tv era stata dichiarata una perdita di 5 milioni di euro). Solo due mesi fa, l’azienda aveva firmato un nuovo accordo di solidarietà vincolando il suo proseguimento alla verifica che era stata fatta in Regione nella giornata di ieri.

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