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Terremoto in Emilia, conto salatissimo per il tessuto economico

Nonostante gli oltre 5 miliardi di danni e i 20mila posti di lavoro a rischio, l'Emilia colpita dal sisma vuole ripartire. Ne è convinto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: "Creiamo condizioni per riprendere attività"

Quattordici giorni di emergenza, 5 miliardi di euro di danni (sisma destinata a salire), colpito l'80% delle attività produttive, a rischio 20mila posti di lavoro, 3500 aziende paralizzate. Questo il conto salatissimo presentato dalle continue scosse di terremoto al tessuto produttivo dell'Emilia messa sotto scacco dalla terra che trema. Statistiche che fanno il paio con quelle messe sul tavolo dal presidente di Confindustria Modena, Pietro Ferrari. Come spiegato ieri al Forum Monzani di via Aristotele nel giorno dell'assemblea annuale dell'associazione modenese, nella nostra provincia si genera "l'1% del Pil nazionale e il 10% di quello regionale", operano "500-600 aziende" in distretti strategici, come quello biomedicale, della ceramica, delle nanotecnologie che danno lavoro a "12 mila persone" e versano "sei-sette miliardi di tributi all'erario e oltre 400 milioni di euro di gettito Iva". Un patrimonio, aggredito come quello del Ferrarese, in cui spicca l'agroalimentare, da salvaguardare e proteggere. Da rilanciare al più presto.

SQUINZI - Presente ieri in città anche il numero uno di via dell'Astronomia: "Al di là di tutto - ha esordito il neopresidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine dell'assemblea degli industriali modenesi - il problema vero è creare le condizioni per poter riprendere l'attività. Nessuno vuole precipitare le cose, nessuno vuole prendere dei rischi" ma bisogna andare "oltre, per ricreare le condizioni ottimali per questa parte del Paese che è tra le più avanzate". Per questo, tra le altre cose, il numero uno degli industriali incontrerà nei prossimi giorni i vertici della Cassa depositi e prestiti, magari per valutare l'ipotesi di utilizzare parte della sua liquidità con un occhio alle aziende colpite dal sisma. Una parte del Paese forte e di gran cuore, con "la voglia di ripartire subito", garantisce Squinzi, ma da aiutare a rialzarsi. In fretta.

NO BUROCRAZIA - "Qui - ha osservato il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, anch'egli in visita nella nostra provincia - il problema non è trovare come fare e cosa fare, qui c'é bisogno di interventi rapidi che non aggiungano burocrazia a burocrazia". Interventi "semplici, che permettano a chi è in grado di ripartire di farlo: ognuno - ammonisce Guerrini - faccia la sua parte" a partire dalle istituzioni e dall'esecutivo. Che potrebbero premere per rendere più facile l'assegnazione del credito, "snellire i procedimenti e uscire - hanno spiegato in una tavola rotonda alcuni imprenditori di Confindustria Modena - dalle leggi contorte che soffocano" le aziende. "C'é una straordinaria gara di solidarietà" tra le imprese, ha chiosato Squinzi, e "un grande spirito di solidarietà tra imprenditori colpiti dal sisma. Ora resta solo la voglia di farli ripartire".

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