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Mercoledì, 10 Agosto 2022
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Terremoto, Confindustria: “Imprese? Danni da 350 milioni di euro"

A due mesi dal sisma, il presidente di Confindustria Modena PietroFerrari fa il punto sulla situazione delle aziende colpite: lesioni immobiliari per 350 milioni, ma la stima complessiva potrebbe superare i 10 miliardi di euro

“Il terremoto dell’economia deve ancora iniziare”. Così Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Modena, fotografa la situazione delle imprese della Bassa colpite dai sismi del 20 e 29 maggio. I danni infatti vanno calcolati secondo tre ordini di fattori, il primo, il danno immediato, il secondo, il danno economico per la messa a norma antisismica, il terzo, il danno da mancata produzione, per un totale complessivo che si aggira intorno al milione e mezzo di euro per le aziende più danneggiate, circa il 14% delle associate a Confindustria. 6,5 miliardi di euro fatturati ante-sisma dalle 360 imprese colpite, 30.000 i dipendenti seriamente a rischio.

Per Ferrari i problemi sono gravi, quasi incalcolabile l’effetto onda del sisma che si abbatterà sulla Bassa per anni (ipotizzati 10 miliardi di euro di perdite complessive), anche se una luce in fondo al tunnel sembra si sia accesa. I sistemi nel complesso hanno lavorato bene, Confindustria in primis si è attivata a livello locale, regionale e statale per garantire quante più agevolazioni possibili alle imprese colpite, e qualche risultato è arrivato: a un mese dal terremoto intere aziende hanno potuto spostare personale e macchinari facendo ripartire la produzione.

SCADENZE TRIBUTARIE - Ma non tutti sono stati così fortunati, e le criticità rimangono gravissime: il primo e più urgente problema sono le scadenze tributarie del 30 settembre. Lapidario in proposito Pietro Ferrari, che dichiara “È uno scandalo”: per il presidente le tasse andrebbero posticipate almeno al 30 giugno 2013, ed è disonorevole che il governo non intervenga in questo senso.

ANTISISMICA - Grave anche la questione della ricostruzione secondo le nuove norme antisismiche, necessaria eppure penalizzante al punto che molti farebbero prima a tirare giù i fabbricati e ricostruirli ex novo. A tutt’oggi, sono in pochi a potersi permettere la ricostruzione da zero, e nonostante le prime opere di messa in sicurezza siano state in gran parte compiute, molto rimane da fare. 4-8 anni il tempo per mettersi in regola, ma, assicura il presidente, “La sicurezza è il primo obiettivo”.

ACCESSO AL CREDITO -  Spinosa anche la questione dell’accesso al credito: Confindustria ritiene insufficienti i 2,5 miliardi di euro stanziati per aiutare le imprese, e ha lavorato per aumentare a 6 miliardi la disponibilità degli aiuti. La Cassa Depositi e Prestiti si fa garante delle banche per i 6 miliardi concordati, che verranno raccolti tramite il decreto sulla spending review. Per Ferrari però si rendono necessari anche contributi statali a fondo perduto, che coprano parte della sistemazione antisismica e rimborsino la perdita di scorte e impianti.

RIFORMA DEL LAVORO - Il presidente di Confindustria Modena prosegue l’intervento sottolineando le specificità di questo terremoto, che ha colpito una zona industriale fortemente produttiva in un momento drammatico per le casse statali e conclude esprimendo preoccupazione per la riforma del lavoro, che “Non è tanto da considerare come un passo indietro o un passo avanti, quanto più come un problema di operatività del mercato, che da oggi in poi sarà ancora più complesso”.

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