Crisi e credito alle famiglie, la Uil esorta le banche a fare di più

L'appello di Luigi Tollari, segretario generale Uil Modena: "Attivare strumenti che mettano in sicurezza investimenti e finanziamenti in modo da riprendere un ciclo virtuoso di sostegno alla economia reale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Come sindacato condividiamo le giuste preoccupazioni delle Imprese e delle famiglie relative alla restrizione del credito bancario. È di pochi giorni fa la notizia, positiva, di un ritorno all’utile del sistema bancario dopo anni di perdite e sofferenze. Le previsioni per il futuro sono confortanti soprattutto se il sistema bancario saprà cogliere la ripresa e la crescita del prodotto Interno Lordo sul quale Europa e Governo stanno lavorando. Ma è innegabile che tale proiezione non starebbe in piedi sul protrarsi di una recessione delle dimensioni così vaste come abbiamo vissuto finora.

In sostanza non si reggerebbe l’intero sistema bancario italiano se non si attivasse per sostenere con la liquidità necessaria il mondo delle Imprese. L’allarme lanciato da Confindustria – e dal Governatore Draghi – sui rischi che l’economia italiana corre a seguito dell’intensificarsi della restrizione del credito bancario non può essere lasciato cadere nel vuoto. Nelle condizioni date, infatti, dalle strategie perseguite attualmente dalle nostre banche non ci si può che aspettare un ulteriore aumento del numero di fallimenti di imprese e ulteriori significative riduzioni degli investimenti, con effetti negativi su occupazione, salari e tasso di crescita. Questo scenario non è ammissibile per il nostro paese e per i lavoratori delle aziende in difficoltà. L’appello che facciamo alle istituzioni locali alle banche che operano sul territorio e alle associazioni di impresa di attivare strumenti che mettano in sicurezza investimenti e finanziamenti in modo da riprendere un ciclo virtuoso di sostegno alla economia reale.

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