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Giovedì, 19 Maggio 2022
Economia

Boom di iscritti, Unimore assume 68 fra nuovi professori e ricercatori

L'Ateneo deve far fronte ad una rapida crescita e per questo entro l’anno potenzierà il suo organico Lo sguardo è rivolto soprattutto al Progetto di sbarco a Mantova, al Biomedicale, alla Meccatronica, all’Automotive, al progetto delle Digital Humanities, all’Industria 4.0

Unimore risponde alla sostenuta crescita dimensionale di popolazione studentesca degli ultimi cinque anni con la creazione di 68 nuovi ruoli universitari, determinati sulla base dei punti organico attesi per il 2018. Andranno a potenziare le esigenze didattiche e di ricerca in alcuni ambiti di sviluppo ritenuti strategici per l’Ateneo. E’ una delle più numerose immissiono di organico della storia dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Avvicinata la soglia dei 25.000 iscritti ai suoi 81 corsi di laurea, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che nel prossimo anno accademico 2018/2019, dopo il positivo esordio quest’anno delle nuove lauree nell’ambito dell’automotive (Ingegneria del veicolo triennale, e., in interateneo, Industrial Design, Advanced Automotive Electronic Engineering e Advanced Automotive Engineering), metterà piede con un corso di Ingegneria Informatica anche in terra mantovana e darà avvio ad un corso di laurea professionalizzante in Ingegneria per l’industria intelligente, si trova nella necessità di rivedere e potenziare i suoi organici per garantire quelle qualità raggiunte tanto nella didattica che nella ricerca, riconosciutegli nel corso di rilevazioni ed indagini condotte da Censis, AlmaLaurea e Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario.

“Siamo in una vera emergenza – afferma il Magnifico Rettore Unimore prof. Angelo O. Andrisano -. Il blocco delle assunzioni e sostituzioni di docenti che vanno in prensione, in questi anni, ha penalizzato fortemente, soprattutto, Atenei come il nostro che hanno conosciuto anni di costante incremento nel numero di iscritti. Inoltre, i rigidi parametri stabiliti dal MIUR riguardo ai requisiti chiesti per l’attivazione e l’accreditamento dei corsi di laurea ci impongono di mettere mano al personale docente. L’obiettivo è di accompagnare la nostra crescita senza perdere in qualità e raccogliere la sfida di una società ed una economia che chiedono all’Università di essere sempre più fattore di innovazione ed elemento di stimolo scientifico e culturale, oltre che umano. Particolare attenzione è stata posta alla valorizzazione delle nuove tecnologie nella formazione di esperti in digital humanities e in esperti nella gestione delle crisi in ambito idrogeologico”.

Si guarda al Progetto di sbarco a Mantova, al biomedicale che fa capo alle attività di ricerca condotte presso il Tecnopolo di Mirandola, alla Meccatronica, fiore all’occhiello della vicina Reggio Emilia, all’Automotive che ha visto il recente decollo a Modena dell’Academy, al progetto delle Digital Humanities, all’Industria 4.0, a quelle specialità mediche rafforzate dal progetto di integrazione dei due ospedali di Baggiovara e del Policlinico come risposte da soddisfare per far camminare l’Università avanti alle sfide che impegnano le province di Modena e Reggio Emilia.

I nuovi ruoli, alcuni dei quali riservati per avanzamenti interni di carriera (5 ordinari e 7 associati), riguardano nel complesso la chiamata di 15 professori ordinari, 25 professori associati e 28 ricercatori. Ben 12 di questi ruoli (2 ordinari, 5 associati e 5 ricercatori) saranno appannaggio dei 3 dipartimenti di eccellenza dell’Ateneo: Scienze Biomediche, metaboliche e neuroscienze, Scienze mediche e chirurgiche  materno-infantili e dell’adulto, Studi linguistici e culturali. La sede di Reggio Emilia potrà contare sulla creazione di 2 nuovi ordinari, 4 nuovi associati e 5 nuovi ricercatori.

“L’immissione di queste nuove forze – spiega il Delegato del Rettore per la Didattica prof. Marco Sola - dà un rilevante contributo alla didattica dell’Ateneo, legato certamente alla qualificazione dei docenti, ma anche alla capacità di Unimore di soddisfare gli aumentati requisiti ministeriali di docenza legati all'incremento dei corsi di studio offerti e alla numerosità degli studenti. L’Ateneo può così consolidare la sua lunga fase espansiva e proiettarsi verso nuove mete. Unimore in questo modo dà il proprio contributo alla risoluzione di uno dei principali problemi del Paese, costituito dallo scarso accesso dei giovani alla formazione universitaria. Il numero dei laureati nel nostro Paese è tra i più bassi in area Ocse e determina un ritardo nell'innovazione nei vari settori produttivi e dei servizi. E’ l’innovazione il fattore determinante per creare lavoro e sviluppo. Auspichiamo che la politica colga finalmente la centralità di questo punto e si decida a premiare gli Atenei che crescono garantendo la qualità della ricerca e della formazione che, ricordiamolo sempre, sono strettamente legate”.

La ripartizione dei punti organico e delle future “chiamate” è avvenuta in maniera trasparente attraverso un algoritmo. L'80% circa delle risorse disponibili sono state distribuite ai dipartimenti sulla base di criteri meritocratici già proposti dal Rettore all'inizio del proprio mandato e condivisi dal Consiglio di Amministrazione, ovvero: qualità della ricerca dei dipartimenti, con un peso pari al 40% del totale; carico didattico dei docenti dei dipartimenti, con un peso pari al 30% del totale; capacità di attrarre risorse economiche dall'esterno, con un peso pari al 20% del totale; storico delle risorse assegnate ai dipartimenti,  con un peso pari al 10% del totale. L’altro 20% delle risorse è stato riservato per supportare progetti strategici dell'Ateneo e distribuito direttamente dal Rettore e dal Consiglio di Amministrazione.

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