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Economia

Indebitamento e usura, Modena seconda in regione

La provincia modenese al 41° posto per indebitamento e usura. Confesercenti: "La crisi economica facilita la sua diffusione e le mafie hanno la necessità di reinvestire il denaro illecito. Guardia alta e contrasto con ogni mezzo"

Con la crisi, l’usura pare aver subito un vero e proprio boom, segnato dalla presenza fissa della criminalità organizzata nel mercato del credito a nero. Il rischio di finire vittima del suo tragico meccanismo o dell'indebitamento patologico è ora molto più forte che in passato: per le PMI, ma anche per le società di capitali. Queste paure sono concretizzate dalla ricerca realizzata per la Camera di Commercio di Roma - oggi sul quotidiano economico Il Sole 24 Ore – nel merito dell’esposizione del territorio a rischio d'indebitamento e di usura.

Capoluogo e territorio modenese sono infatti poco sopra la metà della graduatoria nazionale, vale a dire al 41° posto su 103 realtà territoriali.  - ma  al secondo posto, dopo Ferrara, in regione. “Una posizione che non può che destare seria preoccupazione”, commenta Confesercenti Modena, anche di fronte alla graduatoria regionale, che colloca la nostra provincia al secondo posto. Peggio di noi fa solo Ferrara.

“Tra i fattori che influiscono su questa situazione – spiega Confesercenti in una nota – vi sono il perdurare della recessione economica, la drastica caduta della domanda interna, il razionamento dei finanziamenti da parte del sistema bancario, che non di rado spingono le aziende a rivolgersi al mercato parallelo, o per meglio dire illegale del credito. Pur essendo la questione più evidente nel sud del Paese, si nota come anche al Nord il fenomeno si stia radicando. É innegabile di conseguenza che parlare di ‘rischio usura’ significa fare i conti con la penetrazione sul territorio della criminalità organizzata che non esita sui metodi pur di ripulire il denaro di provenienza illecita”.

L’usura rappresenta a ben vedere il grimaldello per la penetrazione delle mafie nel mercato. Una presenza subdola che non tralascia nessuna attività economico-finanziaria, che cresce in una condizione di sottovalutazione generale ed è di fatto ‘depenalizzata’ per la lungaggine dei processi, che si concludono, molte volte con la prescrizione del reato. 

“Anche di fronte all’esposizione a questo rischio d’infiltrazione dell’usura, riteniamo, come per altro più volte richiesto sia opportuno rivedere profondamente le Leggi in materia, per fare emergere con più evidenza il reato e per incoraggiare le vittime alla denuncia. La guardia alta è indispensabile – conclude l'associazione di categoria – ma ancor di più il contrasto di fronte a quello che è l’agire malavitoso, che non si esime dal legare a sé pezzi sempre più ampi di economia, per completare l’opera di conquista del territorio”.

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