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Forum Terzo Settore: "Esternalizzazioni, valorizzare il privato capace"

Il portavoce del Forum Albano Dugoni: "Quando il pubblico ha risorse ed è nelle condizioni di controllare e verificare la qualità della gestione dei servizi, di determinare gli accessi e di stabilire le rette, il privato sociale è un partner strategico"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

La protesta civile organizzata dal comitato “Giù le mani dagli asili" di Modena, la raccolta di firme, le manifestazioni di piazza, ripropongono con forza molti interogattivi sugli scenari futuri  del welfare locale. Ci teniamo a questa espressione: Welfare Locale.

E’ noto che solo in alcune aree felici della nostra penisola si è riusciti a realizzarlo. Purtroppo è altrettanto noto - magari ci sbagliassimo - che i tre capisaldi su cui si è costruito il Welfare locale - lavoro, sanità e istruzione - anche nella nostra Modena, prospera civiltà tra i due fiumi, non possiamo più darli per scontati, e l’unica strada percorribile per tenerceli stretti è quella dell’innovazione.

Senza esprimere giudizi, ma fiduciosi che questa nostra posizione possa contribuire al confronto, a valutare insieme il reale stato delle cose e  a preparare il terreno per le alternative possibili, non siamo rimasti indifferenti a questa levata di scudi in difesa del servizio pubblico. Anche perché, da sempre, il Forum del Terzo Settore, sostiene  il principio che, dove c’è un privato sociale capace, serio e responsabile, che lavora nel rispetto dei contratti collettivi nazionali, è sano che il gestore pubblico -che gode della fiducia dei cittadini-  ne sappia cogliere l’opportunità e l’appropriatezza. Tanta strada ha fatto questo principio, ma secondo noi tanta ancora ne può fare: anche nella nostra realtà,  oggi , sono molti i servizi rivolti ai bisogni delle persona non privatizzati ma che il pubblico concede in gestione, regola in appalto e ha accreditato al privato sociale.

A nostro parere quando  il pubblico ha risorse ed è nelle condizioni di controllare e verificare la qualità della gestione dei servizi, di determinare gli accessi e di stabilire le rette, il privato sociale si propone nel ruolo che più gli si addice, di partner  strategico, ancor meglio se maturato in un percorso di coprogettazione territoriale. E’ quindi evidente che, in ogni fenomeno di  esternalizzazione che soddisfi i criteri e i principi sopra citati, noi ci leggiamo un investimento nella crescita della società di cura e del nostro Benessere Interno lordo.

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