"Atti Unici", Andrea Ferrari riporta in scena Pirandello

Continua con successo la rassegna Pirandello 80 ideata e prodotta dall'Associazione Anfitrione in occasione degli ottant'anni dalla scomparsa di Luigi Pirandello. Dopo Pensaci Giacomino! e Sei personaggi in cerca d'autore, venerdì 29 e sabato 30 aprile, al teatro Cittadella di Modena, alle ore 21.15 saranno di scena quattro Atti Unici ricavati dalle novelle Il dovere del medico, Donna Mimma, Lumie di Sicilia, La morsa. Interpreti sono gli attori della compagnia Master del laboratorio di Didattica Teatrale, diretti da Andrea Ferrari. Saliranno sul palco, Albina Romano, Alessia Galvanin, Andrea Fogliani, Brenda Bonetti, Christian Turci, Claudia Bossetti, Daniela Manna, Eleonora Silvestri, Giuseppe Grisi, Ivan Bertoncelli, Marcella Giovannini, Maria Giuseppina Marino, Maria Grazia Ipocoana, Maria Luisa Masini, Maria Pia Cermelli, Marta Benincasa, Nicola Silvestri, Rosannamaria Sotgiu, Simona Zanetti, Simonetta Bevini, Sonia Podda, Vittoria Bergami.

Il dovere del medico è una commedia in un atto, del 1911 tratta dalla novella Il gancio. Tema centrale è il ruolo del medico di fronte al suicidio. Da sempre, ci sono due posizioni estreme, che non sono cambiate e che rimangono alla base della professione medica, e della deontologia, in particolare degli psichiatri: da una parte l'impedimento dell'atto suicida, e dall'altra il rispetto della libertà della persona. Donna Mimma è la classica novella pirandelliana, ambientata nel meridione d'Italia, composta intorno al 1925 e contenuta nella raccolta Novelle per un anno. In questa opera l'autore s'ispira a classici fatti quotidiani: Donna Mimma Jevola, è una levatrice di un piccolo paese di provincia che dopo trentacinque anni di pratica, si vede sostituire da un'ostetrica neodiplomata, molto più giovane, molto più bella, accattivante e proveniente dal Continente. Lumie di Sicilia è una commedia di un atto tratta dall'omonima novella, che ha visto, tra gli altri, interpreti come Angelo Musco, Ettore Petrolini e Paola Borboni. Le lumìe sono dei frutti simili ai limoni, dalla spessa scorza ma dal poco succo che Pirandello utilizza come metafora, per raccontare un passato che torna al presente. Due giovani, un ragazzo e una ragazza, lui musicista nella banda del paese, lei cantante in erba, crescono e vivono in una spensierata adolescenza, s'innamorano, poi le loro strade si dividono proprio a causa dell'Arte. La morsa è un dramma o, come lo definisce lo stesso autore, un epilogo in un atto, scritto nel 1892. Il tema dell'opera è ripreso in una novella intitolata La paura del 1897. La tesi è sulla confessione: la confessione di una donna, sincera e appassionata che, messa alle strette dal proprio consorte, si confronta con l'epilogo, appunto, della sua relazione adulterina, avuta con un collaboratore del marito, il quale marito, accortosi del tradimento, la soffoca in una morsa di accuse.

Si ringrazia il Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi e l'Associazione Nonsoloscuola per la collaborazione. La prevendita dei biglietti è in corso, al numero 338.2434005.

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