Alla Bottega d'arte espongono Ferrari, Mozzachiodi, Resca e Padovani

In giugno, puoi recati in centro a Modena, passare dalla chiesetta della Pomposa, poi dritto verso la Ghirlandina, pochi passi e a sinistra e sei in via Ganaceto, al 61 trovi la Bottega d'Arte, qui ti aspettiamo per vedere Arte di qualità, non Arte complicata per non dire niente.,. Sosteniamo Artisti/Talenti vecchi, nuovi, di qualsiasi genere, attivi o non, devono però dire qualcosa, esprimersi, naturalmente dimostrando anche qualità.

Per questi motivi oggi in Bottega, trovate la pittura di GIANFRANCO FERRARI, a cui non bisogna chiedere nè luce, nè chiaroscuri, nessun virtuoso funambolismo, ma soltanto di essere il pulsante acceso di una coscienza. Pittore della prolifica montagna Modenese, si accosta ad un mazzo di fiori, ad un volto di fanciulla per ascoltarne solo il fragrante respiro. Dunque pittura semplice ma non semplicistica, accostabile ad una sorta di surrealismo. Continuiamo con le opere di LUCA MOZZACHIODI, è giovane, anzi giovanissimo, ma già in boccio sono le sue predilezioni che poi di certo si svilupperanno per risultati di Arte importante. Luca parte bene, parte là dove molti presunti pittori non arriveranno mai, guardate i suoi ritratti, denotano una tecnica innata sbalorditiva, noi ci aspettiamo da lui in futuro, sperimentalismo, per darci opere sempre più belle ed originali, rinfrescando cosi l'aria ammuffita e convenzionale che stagna negli ambienti ufficiali della pittura. Poi un nome importante, REMO RESCA, pittore famoso da anni, che ha sempre portato avanti una vena surrealistica, dotato di tecnica pulita e sopraffina, sarà esposto un suo grande quadro, esemplicativo del suo longevo Talento. In ultimo un grande dipinto, tradizionalmente eseguito dal pittore MAXX PADOVANI, che ci ha abituato in questi anni ad una pittura variopinta, cangiante, al suo limite accosta e sfiora l'estroversione generosa e tumultuosa, la registrazione tra pensiero, idea e ideogramma, però tutto questo non vuole farcelo vedere nel quadro esposto alla Bottega, questo è però il pittore in questione, negazione di se stesso, se ti fermi alle apparenze, perpetui soltanto una inquietante, immondabile litania.

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