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A sei anni dalla scomparsa, Luciano Pavarotti vince ancora

In una suggestiva e affollatissima piazza Grande, il concerto evento in memoria del tenore modenese, alla presenza di tanti vip, autorità e del caloroso pubblico della sua città

“Vincerò”, cantava il tenorissimo sulle note della Turandot: e così è stato anche quest’anno, per il concerto-evento a sei anni dalla sua scomparsa. Fil rouge dell’intera serata è stato l’omonimo testo della scrittrice Grazia Verasani “Vincerò – Luciano Pavarotti: racconto di una vita straordinaria”, interpretato da un magistrale Michele Placido che con letture di stralci di vita del maestro ha commosso e fatto sorridere l’intero pubblico. Spazio poi per le giovani promesse della lirica che accompagnate dal M° Paolo Andreoli hanno interpretato le arie più celebri del repertorio operistico italiano.

GLI OSPITI - In una gremita Piazza Grande, tante le autorità e i vip che hanno voluto rendere omaggio al maestro prendendo parte al concerto-evento. Tra i tanti, oltre al sindaco di Modena Giorgio Pighi, gli assessori Maletti, Prampolini, Alperoli, il segretario Pd Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il comandante dei carabinieri colonnello Stefano Savo e il Senatore Pdl Carlo Giovanardi. In prima fila accanto alle padrone di casa Nicoletta Mantovani e Alice Pavarotti, rispettivamente moglie e figlia di Luciano, anche la scrittrice Grazia Verasani e il cantante sassolese Nek, preso di mira da fotografi e giovani fan.

LA SERATA - “Cara Alice…”. La serata si apre con la voce dell’attore Michele Placido raccontare aneddoti della straordinaria vita del tenore sotto forma di lettera aperta all’ultimogenita Alice. Dalle sue parole percepiamo il Luciano cantante, sì. Ma anche il Luciano studente di canto e prima ancora panettiere accanto al padre Fernando; il Luciano sognatore, il Luciano insegnante ed educatore vicino ai giovani ai quali consiglia di essere sempre sinceri ed umili: “Più che ammirazione ho cercato amicizia. Diceva Giuseppe Verdi che nella musica, come nell’amore, occorre essere sinceri; solo così la gente saprà distinguere un’emozione vera da una tecnica priva di cuore”. Rivolgendosi alla piccola Alice, l’attore Placido chiede “Si può riassumere la musica? Prego maestro!” da “La donna è mobile” e “Bella Figlia dell’amore” dal Rigoletto di Verdi  a “Che gelida Manina”, “Mi chiamano Mimì”, “E lucevan le stelle” di Puccini, passando per “Una furtiva lagrima” dall’Elisir d’amore di Donizetti. I giovani cantanti protagonisti si cimentano anche in repertorio non operistico con un medley di canzoni napoletane fino agli U2 e alla loro “Miss Sarajevo”(certamente una scelta non troppo azzeccata, ma sforzo comunque apprezzabile). Degni di menzione sono il giovane tenore Alessandro Scotto di Luzio e il soprano Giulia Della Peruta, che si sono distinti per la loro bravura e per il particolare timbro vocale.

NESSUN DORMA - La serata procede poi con il celebre attore che, indossati panama bianco e sciarpa, tratti distintivi del tenore, racconta aneddoti della sua vita  toccando ogni aspetto della sfera privata e professionale: le prime lezioni con il M° Arrigo Pona, la leggendaria scommessa dei 9 do di petto consecutivi, la sua amicizia con la principessa Diana e Bono Vox, la rottura degli schemi tradizionali del mondo operistico e delle conseguenti critiche, i successi e il grande amore per la sua città: “Sono cittadino del mondo, ma da Modena non mi sono mai staccato”. In conclusione non può mancare il video della magistrale performance di Luciano Pavarotti sulle note del “Nessun Dorma”, seguita dalla consueta ovazione del pubblico allo scattare del “Vincerò” più acclamato della storia. Anche Michele Placido vuole infine omaggiare il grande tenore modenese regalando al pubblico presente un brano tratto dall’antologia di Spoon River: “Il silenzio di chi non v’è più avrà spiegazioni solo quando anche noi lo avremo raggiunto. Ciao Luciano!”

"Vincerò", Modena ricorda Pavarotti

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