Cultura

Libri | "Agenzia morte su carta s.r.l", il romanzo di Giorgio Zucchi

Un mestiere curioso quello del protagonista, che invia "consulenze di morte" ai propri clienti attraverso racconti scritti. La prima opera di un giovane scrittore sull'innovativa piattaforma Bookabook

Ventitre anni, modenese, una laurea in ingegneria appena messa in bacheca e una grande passione per la scrittura. E' il profilo di Giorgio Zucchi, che si è affacciato al mondo dell'editoria con un'opera davvero interessante, che tratta in modo non convenzionale di un tema complesso come quello dell'eutanasia. L'opera - "Agenzia morte su carta s.r.l" - segue poi una forma innovativa di pubblicazione e si mette alla prova sul web in un tempo in cui l'editoria è divetata di difficile accesso anche per i giovani più talentuosi. 

"Agenzia morte su carta s.r.l", un titolo davvero singolare per un romanzo. Di cosa parla?
Agenzia Morte su carta s.r.l è la biografia di un uomo, dal lavoro un po’ particolare, convinto che l’essere umano sia così alienato da non riuscire nemmeno a mettere fine alla propria vita senza che qualcuno gli dica come fare. Il protagonista è un consulente di morte: le persone gli chiedono come morire e lui scrive loro una sentenza di morte sotto forma di racconto. Per lo scrittore del romanzo l’eutanasia, al pari del suicidio, è un atto di estrema umanità. Una domanda ricorrente nel romanzo è: “Finché si vive non si deve morire. E questo chi lo dice?”.

Hai scelto un tema di grande attualità e di estrema difficoltà. Da che prospettiva lo hai affrontato?
Il tema è molto controverso. Il libro è molto corto, sono circa 70 pagine. È una storia breve, come breve è il momento della morte. Ho affrontato il tema dell’eutanasia da una prospettiva assolutamente cinica, laica/atea e funzionale. Viviamo in un mondo tecnologico, quando un Computer funziona male lo cambiamo, se diventa lento lo buttiamo via. Ma non possiamo fare la stessa cosa con un essere umano. Se non possiamo decidere quando venire al mondo, perché non possiamo nemmeno decidere quando morire? 

Una laurea in ingegneria di solito non si sposa con la carriera da scrittore. Come mai la scelta di scrivere un libro?
Licia Troisi è una famosa scrittrice ed è un’astrofisica! In realtà ho sempre scritto. Mi è sempre servito per evadere dalla realtà e creare un mondo solo per me. Quando leggi un libro scritto da altri evadi dalla realtà ma entri nel mondo di quello scrittore, io volevo il mio mondo!
Ho sempre scritto racconti; ho partecipato sotto falso nome anche ad un concorso letterario al liceo e ho vinto! Sotto falso nome perché avevo paura del giudizio degli altri. Un racconto o un libro è qualcosa di estremamente intimo, proviene dalle profondità di ognuno di noi. Quando qualcuno legge quello che scrivo è come se potesse leggermi dentro ed entrare anche lui nel mio mondo. Un giorno decisi che volevo far entrare nel mio mondo anche altre persone, stare da solo non mi bastava perché avevo domande a cui non riuscivo a trovare risposte. Presi alcuni dei racconti che avevo scritto sull’eutanasia, li legai insieme in una storia ed è venuta alla luce “Agenzia Morte su carta s.r.l”. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Libri | "Agenzia morte su carta s.r.l", il romanzo di Giorgio Zucchi

ModenaToday è in caricamento