Cultura

Curiosità di Modenesi | La Casa delle Acque, il cuore della Modena dei canali

Un viaggio nel sistema di infrastrutture che un tempo rendeva Modena paragonabile a Venezia. Ripercorriamo quei luoghi in un giro per il centro storico di Modena

Per vari secoli Modena non era ben diversa da Venezia o da Port Grimaud in Francia, infatti i canali scorrevano al suo interno e la collegavano al ducato e agli stati esteri, permettendo di arrivare in barca fino a Venezia. Un secolo e mezzo fa i canali sono stati pian piano chiusi e oggi della loro memoria non rimane che qualche via come Canalchiaro, o Canalgrande, o Canalino, o Calle di Luca o Fonte d'Abisso, eppure esiste ancora un edificio che fu il cuore di questa grande infrastruttura, ovvero la Casa delle Acque.

Posta dietro all'attuale Accademia Militare, ex Palazzo Ducale, si trovava il luogo dove erano raccolte le acque dei canali e ancora oggi è possibile vedere nel palazzo antistante una scritta che ricorda di questa "Casa delle Acque". L'acqua arrivava a Modena da varie parti, per esempio al Monastero benedettino di San Pietro tramite un canale del fiume Panaro che giungeva dal vignolese, da lì in corso Canalgrande e poi piazza Roma. Passava sotto il Palazzo Ducale e si raccoglieva in questa Casa delle Acque.

Giunta l'acqua in questa zona trovava come altro fiumi emissario il Po. Per regolarne la quantità era stata costruita nel Seicento una Darsena del canale Naviglio, luogo dove potevano approdare le imbarcazioni, che come dicevano, permettevano di arrivare fino a Ferrara e da lì proseguire per Venezia. Il Naviglio consentiva quindi di congiungerci al grande fiume della Pianura Padana, passando per Bomporto, che guarda casa porta nel proprio nome la parola "Porto". 

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