Cultura

Curiosità Modenesi | Tradizioni e curiosità della Vigilia di Natale modenese

Non tutti conoscono tutte le tradizioni, e forse qualcuna è stata persino dimenticata, eppure abbiamo cercato di raccoglierne il più possibile così da trasmettere quello che i modenesi di qualche secolo fa facevano durante la Vigilia

La Vigilia di Natale è per i modenesi uno dei momenti più ricchi di tradizioni e usi dell'anno.

Cosa si mangiava per la Vigilia?

Come ogni tradizione modenese essa nasce dal menù, che per la Viglia è assolutamente a base di pesce, ma anche qui la tradizione guarda a piatti specifici e unici, in particolare agli spaghetti al tonno, l'anguilla in umido e il baccalà che poteva essere fatto sia in umido che fritto. A questo piatto si aggiungeva il pane di Natale, che era un pane dolce ricco di tutto quello che la natura, a fine Dicembre, poteva dare, oltre a frutta che era stata conservata mesi prima dalle rezdore.

I defunti tornavano a vivere

Secondo i modenesi durante la Vigilia di Natale i defunti tornavano a vivere e pqer questo motivo tornava ad aver bisogno anche di cibo. Era così che gli avanzi di cibo di quella sera acquistavano poteri prodigiosi, per le loro funzioni terapeutiche, così veniva conservato da parte. Quando fosse giunta Pasqua, quel cibo sarebbe stato dato ai pulcini, grazie al quale sarebbero diventati più robusti. Invece, il vino rimasto veniva gettato nelle botti, così da robustire utleriormente il sapore e la qualità del vino presente. 

Le superstizioni della Vigilia

Come ogni tradizione della Vigilia che si rispetti, anche quella modenese non mancava di superstizioni. Per esempio se una mucca era in procinto di partorire, il primo che usciva di casa doveva essere un uomo così che l'animale potesse avere un vitello maschio. 

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