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Martedì, 17 Maggio 2022
Cultura

Curiosità Modenesi | Luigi Carlo Farini, una via dedicata a un dittatore ravennate

E' una delle figure più controverse della storia modenese, da un lato un dittatore che censurò chi non era d'accordo con il suo regime, dall'altro abolì la censura preventiva della stampa. Il suo nome è oggi famoso perché a lui è dedicata una via centrale

Sarete passati lungo questa via mille volte, ma speriamo che dopo questo approfondimento storico ricorderete a chi è stata dedicata. Via Farini è nota perché congiunge via Emilia con piazza Roma, e percorrendola si può notare in tutta la sua magnificenza l'Accademia Militare, ex Palazzo Ducale. Una via importante del nostro centro storico e sicuramente l'uomo a cui è stata dedicata deve essere stato altrettanto importante. Ma chi era Luigi Carlo Farini? Per alcuni è stato un governatore fondamentale per il passaggio dal Ducato Estense al Regno dei Savoia, per altri un dittatore che vietò i modenesi delle loro libertà. 

Nato a Russi in provincia di Ravenna, non fu solo un medico, ma anche un amante della storia, e le sue imprese bastano a dire che lui non voleva solo studiare la storia, ma diventarne parte. Fu uno degli artefici dei moti risorgimentali degli anni '40 dell'Ottocento, e proprio per questo fu costretto all'esilio, finche nel 1848 non si candida nel primo parlamento dello Stato Pontificio e da lì inizia la sua attività politica. Il suo essere rivoluzionario lo porta a Torino, alla corte dei Savoia, che lo inviano nel 1859 in Emilia per governare le prime città conquistate dai Savoia al Papa. 

Il 19 Giugno entra a Modena come vincitore di una guerra che non aveva combattuto, con gli Estensi in fuga dalla loro capitale a seguito dell'arrivo delle truppe francesi e Savoia. Il 20 Luglio a Farini viene data la carica di "Dittatore" e tra le prime cose che fa è quella di mettere a tacere alcuni professori dell'Università di Modena che erano in linea con il suo nuovo regime. Iniziano i due anni di dittatura, dove da un lato abolisce la censura preventiva sulla stampa, ma dall'altro decide di soffocare ogni idea anti-Savoia che circolasse in città. 

Dato il suo buon lavoro diventa ministro dell'Interno del terzo governo Cavour, per poi diventare nel 1862 persino Presidente del Consiglio del Regno d'Italia, ma la sua carica durerà neanche quattro mesi, che tutti capiscono che in realtà Farini è impazzito. Così viene destituito per morire in miseria tre anni più tardi, dopo essere stato ricoverato in manicomio. 

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