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Domenica, 26 Maggio 2024
Cultura

Ecco "9/1/50" il nuovo docufilm sull'Eccidio delle Fonderie

Un docufilm promosso da Legacoop Estense per non dimenticare, e per ribadire la centralità del diritto ad un lavoro dignitoso

Sono passati 73 anni da quella tragica mattina del 9 gennaio 1950 quando sei operai delle Fonderie Riunite furono uccisi dalla Polizia durante uno sciopero indetto dalla CGIL per protestare contro i licenziamenti di oltre 500 operai metalmeccanici. Ma la memoria di quanto accaduto deve restare viva, ed è per questo che Legacoop Estense ha voluto promuovere il progetto “9/1/50”, che ha portato alla realizzazione del docufilm sull’eccidio delle Fonderie Riunite a cura di Carlo Albè, con le musiche dei Modena City Ramblers e la regia di Samuele Mosna. Si tratta di un documentario che fonde insieme racconto, teatro, musica e immagini per mettere a confronto l’epoca che stiamo vivendo e quella di settant’anni fa, falcidiata dalla mancanza di diritti e di giustizia.

“Per Legacoop Estense – ha spiega in occasione della conferenza stampa il Presidente Andrea Benini - questo progetto mette insieme memoria storica e attualità: sono passati oltre 70 anni ma il ricordo di quella tragedia deve rimanere vivo ed essere tramandato alle nuove generazioni perché il diritto al lavoro, e a un lavoro dignitoso, è un diritto che va salvaguardato ogni giorno, oggi come allora. Ed è attuale perché quella nascita della Coop Fonditori ad opera di 9 lavoratori licenziati dalla fonderia Valvedit che investirono il poco che avevano per dare una speranza di futuro a sé e ad altri è un caso emblematico e precursore di quello che oggi chiamiamo “workers buy out”, ossia la riorganizzazione dei lavoratori in forma cooperativa per rilevare un’azienda in fallimento – o senza possibilità di passaggio intergenerazionale - e darle nuove prospettive.”

A farsi carico di realizzare il progetto Carlo Albè, affiancato dal regista Samuele Mosna e dai Modena City Ramblers per la parte musicale: "conoscevo i fatti del 9 gennaio, anche se provengo da un'altra regione – ha dichiarato Albè - Ho accettato con entusiasmo il progetto che mi è stato proposto, così come la collaborazione coi Modena City Ramblers, band che seguo fin dall'adolescenza. Sono stati mesi di lavoro stimolanti, dai quali ho tratto diversi insegnamenti: il primo fra tutti è quello di conservare la memoria, sempre, e di poterla raccontare a modo mio, con un piglio diverso, più diretto e meno impolverato."

L’iniziativa gode del Patrocinio del Comune di Modena e si inserisce nelle iniziative promosse dal Comitato per la storia e le memorie del Novecento: “"Il 9 gennaio del 1950 é una data fondante per la nostra città, per i suoi valori fatti di impegno civile e partecipazione. - ha detto l’Assessore alla Cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi - Le radici democratiche vanno però alimentate, serve trovare nuova linfa: la cultura e i diversi linguaggi espressivi possono aiutare in questo senso. Immagini, musica, parole sono state scelte per raccontare una data simbolo, ma ancora connotata da una forte valenza attuale che va tramandata alle generazioni più giovani in un ideale passaggio di testimone con i protagonisti di quel tempo".

Accanto a Legacoop Estense, promotori dell’iniziativa sono Coopfond, CGIL Modena, Istituto Storico di Modena, ANPI e Amici delle Fonderie.

“Coopfond ha sostenuto con convinzione il progetto “9/1/50” promosso da Legacoop Estense – ha fatto sapere Simone Gamberini, Direttore generale di Coopfond- Da tempo appoggiamo percorsi di recupero e valorizzazione della memoria degli eventi del XX secolo che sono stati significativi per il movimento cooperativo e per quello dei lavoratori. L’eccidio delle Fonderie fu uno degli episodi più tragici di quel periodo di lotte per il riconoscimento di alcuni diritti fondamentali, in primis il diritto a un lavoro dignitoso, che videro i due movimenti uniti nel tentare di costruire una società più giusta e meno diseguale”.

“La CGIL non vuole e non può dimenticare. – ha spiegato Aurora Ferrari, segretaria confederale CGIL Modena con delega a storia e memoria. - L'eccidio del 9 Gennaio 1950 ha segnato in modo indelebile la storia recente di Modena. Quel giorno, davanti e attorno ai cancelli delle Fonderie Riunite, sono state spezzate sei giovani vite e con loro il sogno di una città che cercava il proprio futuro nel riconoscimento del diritto al lavoro, sancito dal primo articolo della nostra Costituzione Repubblicana.”

Dal canto suo, la Presidente dell’Istituto Storico Daniela Lanzotti ha aggiunto: “Abbiamo assistito in questi anni a un fiorire di iniziative che ruotano attorno alla storia e alle memorie del 9 gennaio 1950, come se finalmente quell’evento oltre a ricordarci una ferita indelebile avesse accresciuto la sua capacità di interrogare con forza il presente. Spesso sono i giovani autori che si incaricano di questo sguardo nuovo, offrendo punti di vista e linguaggi differenti. La proposta di docufilm di Carlo Albè ci ha convinto proprio per la sua capacità di tenere insieme fonti storiche e narrazione artistica in un progetto collettivo, che per l’Istituto rappresenta sempre un valore aggiunto”.

Il docufilm sarà presentato domenica 8 gennaio 2023 alle ore 17.30 presso la sala Ulivi (Via Ciro Menotti 137, Modena). Interverranno l’Assessore alla cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi, il Presidente di Legacoop Estense Andrea Benini, l’autore Carlo Albè e alcuni componenti dei Modena City Ramblers. 

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