Martedì, 28 Settembre 2021
Cultura Carpi

Folklore Modenese | Carpi, dove fu inventata l'arte del truciolo

Un viaggio nell'antica arte del truciolo inventata nella città di Carpi da Nicolò Biondo

Forse non tutti lo sanno ma Carpi fu la patria del truciolo, e se i più adulti sanno di cosa si sta parlando, è meglio spiegare ai più giovani che cos'è l'arte del trucciolo. Già nel XVIII secolo a Carpi prosperava l'arte del creare trucioli, ovvero delle lamine di legno sottolissime ricavate da alberi di salice e pioppo, che a loro volta erano intrecciati per poi essere utilizzati nellla composizione di cappelli particoli, che prendevano appunto il nome di "cappelli de treza de legno". Si trattava di un'invenzione del XVI secolo di Nicolò Biondo, un carpigiano di cui oggi un'insegna racconta la storia ancora nel centro storico della città. 

Nel carpigiano quest'arte era molto diffusa, praticata dai maschi per quanto riguardava la preparazione del legno adatto e poi dalle donne per quanto era da fare nell'intrecciare i trucioli formando per l'appunto le trecce. L'arte si perfezionò nel tempo e le trecce iniziarono ad assumere vari nomi a seconda della loro arte, della storia che le precedeva e della quantità di fili, per esempio la più nota era la "rasorina" che si formava con nove fili, e la sua importanza era data dal fatto che un numero così alto di fili permetteva di ottenere una lavorazione accurata e resistente. Una volta fatta la treccia passava il lavoro ad un'altra operaia che li guarnivano e altri li foderavano. Era un lavoro molto monotono, ognuno faceva una sola cosa, e anche usurante perché non c'erano macchine che potevano assisterle. 

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