Venerdì, 18 Giugno 2021
Cultura

“Fuori Campo alle 11” con Igor Trocchia per dare un calcio a razzismo e cyberbullismo

“Nessuna coppa e nessun torneo valgono la dignità di un ragazzino” Igor Trocchia, allenatore di calcio e dal 2019 Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di Calcio FFSI, a “Fuori Campo alle 11” per la lotta contro razzismo e bullismo

Proprio al termine della settimana in cui è stata ufficializzata la partnership tra Fuori Campo 11 e MABASTA, il primo movimento anti-bullismo e cyberbullismo animato prevalentemente da adolescenti, “Fuori Campo alle 11” ritorna con una puntata a tema dedicata alla storia di Igor Trocchia, allenatore di calcio e dal 2019 Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di Calcio FFSI.

Per la sua lotta contro razzismo e bullismo si è guadagnato il soprannome di “mister fair-play” ed è stato insignito dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del titolo onorifico di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana «per il suo esempio e la sua determinazione nel rifiuto e contrasto a manifestazioni di carattere razzista», entrando anche nella Hall of Fame della Federcalcio.

L’episodio

 Il primo maggio del 2018, nel corso di un torneo giovanile a Rozzano, il Pontisola, la compagine allenata da Igor Trocchia, si ritrova a disputare la semifinale della competizione. Al termine del match, tra l’altro vinta dai suoi ragazzi, mister Trocchia decide di ritirare la sua compagine a causa di diversi insulti razzisti diretti nel corso della partita a Yassine Sankara, un ragazzo italiano di origini burkinabè.

Il metodo di allenamento

Il ruolo dell’allenatore giovanile è molto importante perché oltre ad insegnare calcio deve educare ed essere modelli per i propri ragazzi. Allenare significa più di ogni altra cosa guidare i ragazzi, tramite un rapporto di fiducia che va coltivato con loro. Pertanto il mio metodo è induttivo-partecipativo, attraverso domande alle quali i miei ragazzi avrebbero dovuto rispondere per trovare soluzioni. In occasione delle partite, invece, chiedo ad ognuno di fare una autovalutazione della propria gara, aiutato dalle mie domande specifiche e tenendo conto dei 4 fattori della prestazione, tecnico, tattico, condizionale ed emotivo. Questo permette al ragazzo, di individuare i punti da migliorare e quelli di forza da consolidare, togliendo in tal modo la cultura dell’alibi e avendo il coraggio di ammettere i propri errori. Così facendo comincia il processo di consapevolezza che lo porterà a migliorarsi piano piano anche nella vita”

Lo sport può significare davvero integrazione?

Il calcio, come qualsiasi altro sport, può diventare un veicolo di integrazione. Il gioco include tutti e ci eleva al di sopra di ogni cosa, superando qualsiasi differenza e abbattendo il muro della discriminazione”.

Prossimo appuntamento

"Fuori Campo alle 11” ritornerà domenica 21 marzo 2021 con il professor Daniele Manni, fondatore della start-up sociale MABASTA, il primo movimento anti-bullismo e cyberbullismo animato da adolescenti, che potrete seguire come di consueto in diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’associazione.

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