Giornata mondiale del Rifugiato: a Modena il flashmob per riflettere sulle loro condizioni di vita

Un flash mob simbolico, fatto di semplici scarpe in piazza, per fermarsi a riflettere sulla drammatica condizione dei rifugiati. La Giornata mondiale del Rifugiato a Modena ha come obiettivo quello di far riconoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e speranze

Sabato 20 giugno 2020 alle ore 16, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, piazza Grande a Modena sarà cosparsa di scarpe.  Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare al flash mob simbolico “Passi invisibili" portando in piazza un paio di scarpe che dopo l’iniziativa saranno donate alle associazioni che sul territorio si occupano di povertà e vulnerabilità.

Perché proprio le scarpe?

Perché le scarpe rappresentano il lungo cammino fisico e anche interiore che i rifugiati fanno. Nel mondo ci sono 13 milioni di sfollati, di cui 6 milioni sono rifugiati per cause diverse (conflitti interni, migranti economici, crisi climatica e sanitaria…) che cercano un posto dove stare (migrazione africana, asiatica e sudamericana). 

Donne, uomini, bambini, spesso invisibili, che fuggono da realtà drammatiche, che ci riguardano tutti: sabato, in modo semplice e silenzioso, il percorso di queste persone verrà ricordato dal Comitato #ioaccolgo che è composto da Avvocato di strada, Porta Aperta che attualmente ospita 50 richiedenti asilo, Fridays For Future, Tefa Colombia, Bambini nel deserto, Cgil, GEV,  Africa Libera, Amazzonia Sviluppo, Acli, Modena Terzo Mondo, Asgi, Iroko, Arci.

“La Giornata mondiale del Rifugiato dovrebbe costituire un momento per fermarsi a riflettere sulla drammatica condizione dei rifugiati e sull'inesauribile coraggio che impiegano in ogni fase della loro personale vicenda: se gli stessi rifugiati si rifiutano di abbandonare la speranza, come possiamo farlo noi? - commentano gli organizzatori – L’installazione ha come obiettivo quello di far riconoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e speranze che portano con loro passo dopo passo: prendersi cura della propria famiglia, avere un lavoro, andare a scuola e avere un posto che si possa chiamare casa”.

Come ribadisce il comitato modenese #ioaccolgo “Non è l’affacciarsi sul mercato del lavoro che rende visibile l’uomo ma il riconoscimento e la tutela dei suoi diritti fondamentali in quanto persona”. Sul provvedimento adottato dal Governo, nel contesto normativo del D.L. 19 maggio 2020 n. 34, c.d. Decreto “Rilancio”, il comitato è intervenuto definendolo “positivo ma parziale. Se non emendato, rischia di produrre effetti confusi, iniqui e di difficile applicazione”.

“Chiediamo- afferma il comitato #ioaccolgo, che a livello locale e nazionale si batte contro odio ed esclusione, facendosi portavoce di politiche di solidarietà, accoglienza e inclusione- una pianificazione puntuale, lunga e articolata che preveda le necessarie garanzie anche per quanti in questi anni hanno avviato un percorso d’inclusione e, al termine dell’esame della domanda di protezione, hanno ricevuto un diniego diventando improvvisamente ‘irregolari’ (sono più di 1.000 a Modena) pur avendo, in molti casi, un contratto di lavoro. Si stima che, in Italia, gli stranieri irregolari siano 600mila, tra i quali richiedenti asilo diniegati e titolari di permessi per motivi umanitari colpiti dalla Legge 132/2018”.

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