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Cultura Zocca

Itinerari Modenesi | Cosa vedere a Zocca in un giorno

E' uno dei comuni più importanti dell'Appennino emiliano grazie a borlenghi, crescentine, torri medievali, itinerari immersi in paesaggi naturali mozzafiato e Vasco Rossi

Zocca è uno dei comuni più importanti dell'Appennino emiliano e questo grazie ai suoi itinerari nei boschi, alle antiche strutture da visitare ma ancor più perché è la terra delle crescentine e borlenghi. Ecco tutto ciò che c'è da vedere, mangiare e scoprire a Zocca. 

LA CASA DI VASCO ROSSI. E' nota la casa di Vasco Rossi a Zocca come la meta dei suoi fan, in realtà più precisamente è nella frazione di Verrucchia. La strada presenta da ogni parte le scritte dei suoi fan e non di rado alcuni di essi dormono anche fuori dai suoi cancelli con la speranza di incontrare il loro idolo. Pensate che sul sito solovascofunclub.it è possibile trovare una sezione dedicata al "Pellegrinaggio Zocca" in cui vengono date le informazioni ai fan per come raggiungerla. 

PUNTO RADIO. E' la radio che fondarono Vasco Rossi, Curreri e Massimo Riva il 10 Marzo 1975, anche se le prime trasmissioni iniziarono il 21 Settembre di quell'anno. La radio riscosse grande successo e per questo motivo fu spostata successivamente nella città di Bologna in via Arcoveggio 49/5. Tuttavia è ancora possibile oggi vedere dove si trova l'originale sede di Punto Radio, ossia nella frazione di Monteombraro, in via della Croce.

TORRE RANGONI. La duecentesca Torre Rangoni, degli edifici rimasti integri dalla loro costruzione, rappresenta quello più antico che si possa trovare a Zocca e nei dintorni. Essa fa parte  dell'antica Rocca che conserva tracce del ponte levatoio e delle mura perimetrali dell'epoca ed è stata donata al Comune dai marchesi Rangoni.

MUSEO DEL CASTAGNO. La storia del castagno fa parte della storia stessa dell'Appennino, in quanto è stato per lungo tempo uno degli alimenti principali per i modenesi di montagna. Nel museo si può riscoprire quella tradizione, tramite la ricostruzione dell'habitat del castagneto fino alla scoperta della vita in montagna, il tutto all'interno di una struttura documentata già nel 1186, ovvero l'Ospitale di San Giacomo di Zocca. 

MUSEO DEL BORLENGO. E' il prodotto tipico culinario tipico di Zocca e la tradizione orale tramanda che è un cibo per tradizione carnevalesco, cucinato nel periodo che dall’Epifania conduce al martedì grasso. La preparazione dei borlenghi si caratterizza per due fattori predominanti: la semplicità degli ingredienti e la complessità dell’esecuzione. Questo museo si situa di fronte al Museo del Castagno, e all'interno troverete il Museo-Laboratorio del borlengo con una sala dedicata alla parte espositiva e nell'altra il laboratorio per insegnare a preparare questo piatto amato da tutti.

LA TORRE DEL CASTELLO. La Torre del Castello di Montombraro risalirebbe, secondo alcuni studi dato che non ci sono documenti che lo affermino, al 1110, quindi si tratterebbe di una delle testimonianze del primo Basso Medioevo. Peccato che non si tratti di quella originale, in quanto i bolognesi durante una campagna militare la distrussero in parte e quindi quella attuale è la sua ristrutturazione, tuttavia non perde per nulla il fascino medievale.

LE ROVINE DEL CASTELLO DI MONTETORTONE. Il fascino dei castelli diroccati vede uno dei suoi più interessanti esempi emiliani proprio nel Castello di Montetortore, che secondo alcune testimonianze risalirebbe al 1189. Il nome si pensa derivi dal latino tortor che significa tortora, probabilmente perché molte erano le tortore che si appollaiavano su quelle mure, e questo edificio per lungo tempo è stato importante strategicamente per la sua vista panoramica, che oggi piace tanto ai fotografi, ma in passato era fondamentale per i soldati. Oggi sono rimaste solo alcune parti. 

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