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Itinerari Modenesi | Le 5 curiosità che non sapevi su Fiorano Modenese

Una cittadina che per molti è solo legata al mondo delle piastrelle e a quello della Ferrari, e invece ha una storia antica davvero particolare

#1 Il castello scomparso

Se per gli appassionati di Ferrari la cittadina di Fiorano rappresenta il luogo del circuito, e per i libri di scuola e' insieme a Sassuolo la capitale del distretto ceramico modenese, per i pellegrini e gli amanti della storia e' nota per il suo straordinario Santuario. Sorto su una collina rappresenta ad oggi un esempio bellissimo di stile barocco che riesce a sbalordire i visitatori ancor piu' una volta entrati nella struttura con la sua grande cupola. 

Tuttavia questo luogo non racconta solo di una storia di fede e di pellegrinaggio, ma anche di guerre e di fortezze. Infatti, durante gli scavi del 2008 per la riqualificazione della piazza Giovanni Paolo II, di fronte al santuario, vennero rinvenute da sotto la terra le rovine di alcune mura. Il collegamento fu ovvio per gli studiosi .

Infatti diversi documenti e libri raccontavano gia' dal XII secolo che sopra quella collina vi era un castello distrutto nel 1510. Inoltre altri indizi ne avevano verificato la veridicita', infatti nel castello di Spezzano e' presente un affresco che lo raffigura e lo stesso nome del Santuario porta il nome dela Beata Vergine del Castello. Per i visitatori oggi sara' comprensibile l'origine di queste antiche mura. 

#2 Il Miracolo del Fuoco

Quella del "Miracolo del fuoco" di Fiorano è una storia che ha quasi cinque secoli. L'evento miracoloso avvenne tra il 7 e l'8 Febbraio del 1558, quando i mercenari spagnoli, impegnati nella guerra tra i Farnese di Parma e i d'Este di Ferrara, andavano avanti e indietro nel territorio modenese, un'area soggetta più di altre agli scontri tra le due casate. Quella sera i mercenari spagnoli erano accampati presso il Secchia, e con un po' di fame e con un po' di voglia di far bottino presero la via che conduceva a Fiorano.  All'epoca Fiorano erano un paese di poche case, circondato da una cerchia di mura. I fioranesi tuttavia non avevano alcuna intenzione di arrendersi ai mercenari spagnoli, e quando li videro vicino alle mura li accolsero con gli archibugi. Gli spagnoli dal canto loro furono ben felici di fare guerra a quel borgo, e così decisero di dargli fuoco. Raccolsero fascine e sarmenti dai campi e accesero un bel falò. 

Mentre tutto stava degenerando, con un fuggifuggi generale, i soldati spagnoli rimasero ad occhi aperti vedendo una scena che non si sarebero mai aspettati. Infatti, il fuoco attorno alla Madonna col Bambino presso la porta del bambino non prendeva fuoco. Anzi, le fiamme si dividevano a metà. Quel mancato incendio non era un caso, infatti si racconta che quel "madonnero" fu realizzato proprio per proteggere il castello dai nemici.  Immaginate questi mercenari cosa potessero pensare alla vista di una cosa simile, e credendo di combattere contro Dio, scapparono via a gambe levate, superando il Secchia e non facendo più ritorno a Fiorano. Per celebrare l'evento un secondo pittore ignoto aggiunse al'immagina del "madonnario" un soldato spagnolo inginocchiato a pregare. 

#3 Il Circuito di Fiorano

Negli anni '50 e '60 le scuderie motoristiche di Modena e dintorni utilizzavano per i loro collaudi l'aerautodromo di Modena, un impianto sportivo posto all'immediata periferia della città, adiacente alla via Emilia. Tuttavia l'uso di quella pista era così eterogeneo che la Ferrari decise di costruire a Fiorano un proprio circuito nel 1972, in un'area adiacente allo stabilimento di Maranello. Il tracciato è lungo 3 km e le vetture possono anche superare i 290 km/h. Il motivo per cui Ferrari decise di spostarsi a Fiorano è legato al multiuso dell'Autodromo, infatti doveva convivere con altre auto e moto che venivano testate in quel luogo. Inoltre, vi era una caccia all'innovazione e spesso vi accedevano certi osservatori non desiderati. 

#4 Una delle civiltà più antiche d'Italia

Le origini di Fiorano sono più antiche di quanto possiamo immaginare. Infatti, negli anni '40 dello scorso secolo in questa zona venne trovato, in località Fornaci Carani, un importante insediamento neolitico che ha dato il nome alla fase più antica del Neolitico in Italia per quanto riguarda l’Emilia centrale, appunto la Cultura di Fiorano.

Si trattava di una cultura che caratterizzata dalla lavorazione della ceramica, infatti furono ritrovati grandi orci quadriansati, fiaschi, scodelle e tazze decorate da linee verticali di punti impressi e linee incise. Com'è facile immaginare, il territorio era disseminato in quell'epoca da fornaci per la fabbricazione di laterizi e ceramica, in tutto il territorio di Nirano, Spezzano e Fiorano. Ovviamente il motivo di questa cultura è legato alla presenza di grandi bacini d'argilla nel sottosuolo e in certi casi, come le Salse di Nirano, affioravano in superficie. 

#5 L'origine del nome

Il nome ha derivazione Latina "Florianus" ed è l'Unione di due parole, ovvero un nome proprio "Florus" e la parola latina per podere "anus". Come in altri casi il nome deriva dal proprietario di quel terreno, anche se secondo altre interpretazioni potrebbe essere legato al concetto del "fiore" in quanto non a caso nel simbolo della vicina Sassuolo sono presenti fiori. 

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