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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cultura Spilamberto

Itinerari Modenesi | Storia e curiosità di Spilamberto e dintorni

Sono tantissimi i modi per descrivere Spilamberto, infatti per alcuni è la città dell'aceto balsamico tradizionale, per altri è il borgo medioevale, e per altri ancora è la città di confine tra terre modenesi e bolognesi

Un borgo medievale che non si può perdere,  infatti storicamente presenta antiche chiese e soprattutto un castello e un torrione che piace agli appassionati di storia tardomedievale. A questo si aggiunge la questione enogastronomica, infatti in questo paese si trovano sia il Museo dell'Aceto Balsamico Tradizionale che l'Ordine del Nocino Modenese.

L'origine del nome

Il nome di Spilamberto compare per la prima volta in un diploma di Corrado II il Salico nel 1026, infatti nel documento vengono indicati possedimenti in favore della Chiesa di Modena, tra di essi si indica omnem decimam de Fanano et Spinalamberti. Infatti prima di quel momento il villaggio era chiamato Castiglione o Verdeta.

Il Museo dell'Aceto Balsamico Tradizionale

“Il vero Aceto balsamico tradizionale è prodotto nell’area degli antichi domini estensi. È ottenuto da mosto d’uva cotto; maturato per lenta acetificazione, derivata da naturale fermentazione e da progressiva concentrazione mediante lunghissimo invecchiamento in serie di vaselli di legni diversi, senza alcuna addizione di sostanze aromatiche." E' questa la descrizione che dà inizo al tour all'interno del Museo dell'Aceto Balsamico Tradizionale all'interno del Castello di Spilamberto, nel quale è raccontata la storia del prodotto e il procedimento necessario affinché dal mosto arrivi alla tavola. Il museo è stato pensato come un vero e proprio viaggio all'interno dell'immaginario dell'aceto balsamico tradizionale, per assaporarne gusti, storie e tradizioni.

L'enorme goccia di Aceto

E' uno degli ultimi arrivati e si trova a Spilamberto, che non poteva celebrare il suo prodotto d'eccellenza, cioè l'aceto balsamico, se non con un adeguato e monumentale monumento. Dopo 27 candidature al bando alla fine ha vinto l'idea più semplice, ma altrettanto efficace, cioè un'enorme goccia di aceto balsamico, che per noi modenesi è una goccia d'oro, quell'oro nero che possiamo trovare in diverse acetaie tradizionali sparse per la provincia. 

La storia di Messer Filippo

Nel 1500 l'Inquisizione controllava la giustizia a Modena così come in Europa. Il protagonista di questa amara vicenda fu Messer Filippo, che condannato dall'Inquisizione per eresia venne rinominato il Diavolino, che fu rinchiuso nella prigione del Castello di Spilamberto. Un ambiente di 150 metri quadri dove il prigioniero soffriva freddo, reclusione e fame. Quei tre mesi di reclusione bastarono al condannato per impazzire. Ogni giorno doveva sopportare il dolore della sua ragione e con il sangue che usciva dalle ferite inferte durante la tortura scrisse sui muri la sua verità:  era stato ingannato da una donna, probabilmente sua amante, che temendo il marito lo fece imprigionare, ma mai Messer Filippo ebbe giustizia.

E' anche la città del Nocino

E' noto che presso Spilamberto ci sia il Consorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale, non tutti però sanno che la cittadina è considerata anche  la  patria del Nocino, uno dei liquori più diffusi in questa zona. Infatti vanta una sua consorteria, l'Ordine del Nocino Modenese, tanto che ogni anno, nei mesi di gennaio e febbraio, l'Ordine organizza un Palio aperto a tutti coloro che producono per passione il nocino e che vede premiato il migliore dei  concorrenti il giorno di S. Valentino.“

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