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Itinerari Modenesi | Storia e curiosità di Castelfranco Emilia e dintorni

Un viaggio in una città dalle origini in età del bronzo e poi protagonista prima delle battaglie degli Antichi Romani e poi di quelle tra modenesi e bolognesi. Alla scoperta di storie e curiosità della città dove è nato il tortellino

#1 Una storia dell'età del Bronzo

Castelfranco Emilia è un insediamento tra i più antichi della nostra zona, basti pensare che in tempi recenti sono state effettuate diverse ricerche archeologiche che hanno portato alla luce testimonianze di abitazioni rilsanti anche all'età del Bronzo (XVII-XII sec. a.C.). Da questi ritrovamenti è divenuto famoso il ritrovamento della Terramara di Podere Pradella, dal nome della località in cui sono state scoperte le tracce delle più antiche strutture abitative attestate sul nostro territorio, appunto le terramare. Tuttavia l'origine dell'attuale città di Castelfranco Emilia è da stabilire con l'arrivo dei galli e successivamente con il Forum Gallorum. Il centro di Forum Gallorum risalirebbe all'epoca di occupazione celtica, cioè fra IV e II secolo a.C., in un'area che veniva definita all'epoca "Prato dei Monti", ma ancora non sono state trovate le prove materiali per questa identificazione.

#2 Perché si chiama così?

Secondo una ricostruzione storica medioevale, il nome sarebbe nato nel 1226 quando i Bolognesi, che erano in continua lotta con i Modenesi per il controllo del paese, edificarono a difesa del borgo il Castello Franco. Il Castello era riconducibile all'area dell'attuale centro storico del paese, che era delimitato dalle odierne vie circondariali ed è ben noto attraverso i disegni sulla cartografia antica.

#3 Una battaglia epica al tempo dei Romani

Durante epoca romana era conosciuto con il nome di Forum Gallorum, scorre infatti nella terra castelfranchese il senso della guerra. La morfologia del territorio lo rendeva perfetta per difendersi e infatti durante la Guerra di Modena (44-43 a.C.) fu il terreno dove venne versato più sangue nello scontro tra Antonio e i consili Irzio e Pansa, alleati di Cesare.

#4 La città contesa tra Modena e Bologna

Fu il comune più conteso nella storia modenese, tutto iniziò attorno al '200 quando Bologna concesse agevolazioni fiscali in cambio del suo dominio su quello che era un villaggio rurale. I modenesi, grazie all'alleanza con la famiglia Visconti, nel 1322 lo rinconquistarono e così fu fino al 1361, quando tornarono i bolognesi. Non fu che l'inizio degli assedi, perché infatti nel 1434 Castelfranco viene espugnata da una compagnia guidata da Brandolino Conte Brandolini, patrizio forlivese, e poi nel 1443, invece, subisce l'assedio da parte di Niccolò Piccinino e Luigi dal Verme, a cui riesce a resistere. Finalmente nel 1542 viene riconosciuto dal senato di Bologna come comune adottando lo stemma attuale con la rocca.

#5 Villa Sorra

„Villa Sorra è una delle più importanti ville storiche del territorio modenese. Nel suo parco troviamo quello che è considerato l'esempio più rappresentativo di giardino "romantico" dell'Ottocento estense ed è da molti ritenuto il più importante tra i giardini informali presenti in Emilia Romagna.  Probabilmente progettata da Giuseppe Antonio Torri, coadiuvato dall'allievo Francesco Maria Angelini, la villa padronale costituisce un significativo esempio del barocchetto emiliano. All'interno dell'edificio è presente una ricca decorazione pittorica, in una struttura incentrata sulla sala principale che lascia senza parole i visitatori. 

#6 Il castello di Panzano

Si inizia a parlare di questo castello nel 939, edificato dai modenesi e che fino alla metà del Trecento sarà di loro dominio, prima di passare ai bolognesi. Quella di Panzano è una villa-castello, con 4 corti contigue e munita di due torri a sud. Di primaria importanza per la conformazione del nucleo della villa-castello è la presenza del canale di Zena. Il canale aveva una primaria funzione di via di comunicazione. Il secondo elemento particolare di questa struttura è il nucleo abitativo paesano di cui i Malvasia tennero ben conto quando strutturarono il Castello. 

#7 La statua del Tortellino

E' un tortellino così grande che non potrebbe stare in nessuno dei vostri piatti o pentole, infatti misura 50 cm, peccato sia di bronzo quindi è sconsigliato mangiarlo. La statua realizzata da Gianni Ferrari ripercorre la leggendaria storia di com'è nato questo piatto come abbiamo riportato sopra, infatti ai lati del mega-tortellino si trovano le statue della dea Venere e del proprietario dell'oste dell'Osteria Corona che la osserva nuda e viene ispirato. Una storia che affonda le origini nel poema di Alessandro Tassoni.

#8 La leggenda del tortellino

Sull'origine del piatto esistono varie leggende e tutte sono originarie di Castelfranco Emilia. Tra le più recenti vi è quella che parla di un proprietario della locanda Corona, che ebbe l'idea della forma di ombelico sbirciando dal buco della serratura della stanza di una nobildonna sua ospite. La bellezza di lei li eccitò tanto da non riuscirsi a trattenere nel scendere in cucina e mettersi ad impastare. Più tradizionale è invece la leggenda dell' "ombelico di Venere" raccontata da Alessandro Tassoni ne "La Secchia Rapita", secondo al termine di una giornata di guerra si presentarono nella locanda Corona Venere, Bacco e Marte. La mattina seguente Marte e Bacco si allontanarono dalla locanda lasciando sola Venere, che aveva preferito dormire. Quando ella si svegliò, chiamò i compagni di viaggio, ma non essendoci nessuno, a presentarsi in camera fu l'oste che rimaste meravigliato dalla sua bellezza. Ci volle un attimo per strappare un pezzo si sfoglia, riempirlo con la carne del giorno prima e darci una forma di ombelico.

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