Itinerari Modenesi | Storia e curiosità di Mirandola e dintorni

Un viaggio tra le meraviglie di una delle capitali europee con lo stato più piccolo al mondo. La storia e le curiosità di quella che fu la città di una delle menti più eccellenti della storia umana, Giovanni Pico della Mirandola

Mirandola è una cittadina oggi sottoposta al dopo sisma del 2012, eppure in passato fu persino una capitale europea, con una propria corte e guidata da una delle famiglie più importanti del nord Italia, i Pico. 

La pianta ottagonale

Se girate attorno al centro di Mirandola in automobile vi sarà capitato di notare che essa ha una forma ben precisa, ovvero quella ottagonale. Si tratta di una forma per nulla casuale, ma anzi era tipica Rinascimentale, tra cui la nota Palmanova meta ogni anno di tantissimi turisti. All'epoca questa forma era la più comune per le città-fortezza, ovvero i luoghi sì importanti politicamente, ma anche militarmente. 

La città dello zampone

A differenza di quello che si pensa, la città natale dello zampone non è Castelnuovo Rangone, che oggi detiene il record dello zampone più grande al mondo, ma Mirandola. Infatti, durante l'assedio del 1511 ad opera delle truppe di papa Giulio II Della Rovere, i cittadini di Mirandola erano affamati ed erano rimasti solo i maiali in città, il problema è che la loro carne si sarebbe deperita velocemente, ed era più ciò che sarebbe marcito di quanto avrebbero potuto mangiare. Presentatosi dinnanzi a Giovanni Pico, il cuoco propose: “Macelliamo gli animali, e infiliamo la carne più magra in un involucro formato dalla pelle delle sue zampe. Così non marcirà, e la potremo conservare. Per cuocerla più avanti”. L'idea ebbe successo, poiché la conservazione avveniva esattamente com'era stato specificato dal cuoco.

Tutto sul ducato di Mirandola

E' senza dubbio uno degli stati italiani più longevi, ovvero di 4 secoli, dato che all'epoca molto spesso essi venivano costituiti  per non durante più di qualche generazione. I reggenti di questo stato erano la famiglia Pico, di cui Giovanni Pico è il massimo esponente storico. Si trattava di uno stato di 180 km2 e con una popolazione di circa 8.000 abitanti, con persino una propria moneta. Molti si chiederanno come abbia fatto questo staterello a sopravvivere alle minacce esterne per quattro secoli, la risposta è riposta nel pragmatismo della famiglia Pico. Infatti, prima ricevettero l'appoggio politico e militare del Sacro Romano Impero e poi vennero accettati dai duchi Estensi, finché non furono gli stessi Pico che il 15 Luglio 1710 vendettero il proprio stato al duca Rinaldo I d'Este, duca di Modena, per 175 mila monete d'oro, per poi trasferirsi a Madrid privi di eredi.

L'origine del nome Mirandola

Il nome riportato all'epoca del ducato è Mirandola, ma i documenti del 1100 si riferiscono a "Mirandula", ossia legato al mirare ossia osservare. Per questo motivo si pensa che il nome "Mirandula" derivasse da una torre vedetta da cui si poteva osservare il territorio circostante. L'importanza dell'osservazione del territorio era fondamentale a Mirandola perché da lì passavano le strade modenesi e reggiane dirette a Ferrara, perciò il borgo si trovava in luogo strategico. In effetti i documenti parlando di una torre accertata nel '300 all'interno del castello chiamata torre della Ceresa, che secondo gli storici sarebbe la più antica torre della città. Chissà che quel "Mirandula" non si riferisca alla torre e alla sua funzione.

Il segreto di Giovanni Pico della Mirandola

Molto spesso i libri di storia scolastici sottovalutano questa figura rinascimentale, che però è stata rivalutata da Carlo A. Martigli nel suo libro "999 L'Ultimo Custode" dove protagonista è proprio Giovanni Pico della Mirandola. In un'intervista che gli feci un anno fa, mi raccontò che Giovanni Pico sta a Leonardo da Vinci come la Grecia sta a Roma. E chiedendogli quale fosse il suo vero segreto, mi ha spiegato che: "Ne ha svelati tanti e altrettanti sono stati occultati con la sua morte. Oltre a ritenere che esistesse un unico Dio per tutte le religioni e nessuna avesse il primato, indicò che forse la Creazione era più vicina al femminile che al maschile. Lo disse anche Giovanni Paolo Primo, nel giorno dell'Angelus, due settimane prima della sua morte, che ancora non trova spiegazione."

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