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Cultura

"Elogio della normalità", il generale Vannacci raccoglie applausi a Modena

L'autore ieri in città per presentare il volume nella sua seconda edizione: "Ci hanno rubato la normalità negli ultimi anni, quindi dire delle banalità risulta rivoluzionario" 

Il generale Roberto Vannacci è stato ospite dello dell'associazione Aretè Spazio Identitario ieri pomeriggio a Modena. Un incontro presso la sala conferenze dell'hotel RMH di Baggiovara che ha avuto grande eco, richiamando alcune centinaia di persone, curiose di incontrare l'autore del libro (Il Mondo al contrario, ed. Il Cerchio) che da metà agosto scorso sta facendo discutere la politica italiana. Curiosità che è andata oltre le previsioni degli stessi organizzatori: la sala ha potuto accogliere poco più di 200 persone, mentre un altro centinaio è dovuto amaramente rientrare in quanto la capienza era stata raggiunta e le condizioni di sicurezza non permettevano l'accalcarsi di altro pubblico.

L'incontro, durato circa due ore, è stato caratterizzato da un clima sereno, senza la presenza di contestatori. Le invettive di Cgil e Anpi - che avrebbero voluto che l'incontro fosse proibito - non hanno avuto riscontri in termini pratici e le forze dell'ordine intervenute sono state impiegate di fatto solo per gestire qualche malumore legato al flusso troppo alto di pubblico.

Roberto Vannacci ha illustrato i contenuti del proprio libro in maniera semplice e diretta, che spazia su argomenti molto complessi e distanti fra loro. In apertura i temi dell'ambiente e dell'energia, con la critica all'ambientalismo radicale "che è una cosa riservata ai ricchi e ai paesi progressisti" e un approfondimento su quella "ideologia che vuole spingerci ad una rivoluzione energetica" che nel suo libro il generale raffronta in parallelo ad una forma di marxismo.

Sulla più stretta attualità anche una riflessione sui migranti, con la contestazione delle politiche europee sull'immigrazione finora adottate e il ribaltamento dell'idea che i flussi migratori siano inarrestabili. Per Vannacci invece lo sono, se si applicano politiche mirate (e cita i casi della Gran Bretagna, del Giappone e dell'Australia), anche perchè per il generale appare chiaro che le migrazioni  siano "governate la leggi di convenienza".

E ancora multiculturalismo, diritti e la galassia Lgbt. E' forse proprio sull'aspetto del multiculturalismo l'approfondimento più complesso contenuto nel discusso libro, nel quale Vannacci evidenzia come un modello cultuale sia fallimentare, come fallimentare è "l'ideologia secondo la quale si permette a individui che fanno riferimento a culture diverse di essere assoggettati, all'interno della stessa collettività, a regole diverse". Quanto scritto sul tema dell'omosessualità ("non siete normali, fatevene una ragione!") è stato motivo di attacchi duri; l'autore ribadisce il concetto, sul piano semantico: "Normale è ciò che non è eccezionale, la definizione che danno i vocabolari della lingua italiana. E' semplicemente una questione di statistica e di numeri", ha sottolineato evidenziando "nell'ostentazione" e nella "sovrarappresentazione" il problema legato al mondo Lgbt .

Di sovrarappresentazione Roberto Vannacci ha parlato anche in termini più ampi per quanto riguarda la tematica che percorre tutto il suo scritto, ovvero il ruolo delle minoranze ("ben sovvenzionate") nell'essere diventati capaci di rappresentare "il mondo al contrario" nel tentativo di renderlo invece normale. Perchè, secondo il generale, i concetti che esprime nel libro sono quelli comuni ad una larga maggioranza della popolazione, sono quelle riflessioni di "buonsenso" che invece minoranze esigue e sparute cercano di ribaltare in modo prevaricatorio.

Inevitabile guardare al futuro dopo la grande esposizione mediatica e i consensi raccolti dall'opera di Vannacci. Un futuro in politica? La platea lo esorta in tal senso, ma lui risponde: "Faccio il soldato e continuo a fare il soldato. Per ora continuo a vestire un'uniforme. Il futuro non lo ipoteco, non l'ho mai ipotecato". Un nuovo libro allora? "Forse, ma forse anche una vacanza in barca a vela ai Caraibi".

Il pubblico in sala-2

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