Martedì, 22 Giugno 2021
Cultura

La "Grande Madre" protagonista del manifesto del Festival della Fiaba 2020

Presentata in anteprima ieri sera, presso il circolo culturale Filatoio a Modena, la locandina realizzata dall'artista Stefania Gagliano, simbolo della settima edizione del Festival, che si svolgerà dall'11 al 13 settembre

"La Grande Madre è una forza misteriosa che regola il mondo nel suo perfetto, disarticolato e inquietante meccanismo di distruzione e rigenerazione continua. E' nella bellezza e nell'armonia del creato e, nello stesso tempo, nella sua corruzione e putrefazione" commenta Stefania Gagliano, in arte Stella, artista che ha immaginato il manifesto 2020 del Festival della Fiaba diretto da Nicoletta Giberti e pensato per un pubblico adulto. E' infatti Baba Jaga, ovvero "Grande Madre", il tema della settima edizione della manifestazione che tornerà dall'11 al 13 settembre e la cui locandina è stata presentata ieri sera ad appassionati e curiosi presso il circolo culturale Filatoio, sede dell'associazione Festival della Fiaba e location dell'appuntamento.

"Come avrei potuto osare rappresentare la Baba Jaga? Lei sa tutto e non vorrei mai farla arrabbiare… Se non gradisse il mio ritratto? Ho quindi scelto di evocarla", commenta Stefania Gagliano, (Stella), l'artista che ha realizzato il manifesto 2020. Classe 1983, scenografa realizzatrice, dipinge sin da quando ha memoria. "Mi ha colpito la descrizione che viene fatta della casa della Baba Jaga in Vassilissa la bella - Fiaba di riferimento dell'edizione 2020 del Festival - così ho pensato di rappresentarla attraverso la sua dimora, un luogo tetro ma estremamente attraente, che si intuisce contiene risposte che siamo troppo piccoli per osar pretendere di comprendere. Ed è così che questa casa violenta fatta di ossa umane che si erge su zampe di gallina in continuo movimento è divenuta una gabbia toracica, scrigno di un cuore pulsante. Un vano umido dove scorre tutta l'energia della creazione e si ode musica, la perfetta musica e geometria della vita - o della morte se preferiamo - una prolungamento dell'altra. Il varco fatto di tasti di pianoforte permette di suonare la nostra personale armonia. La musica è una delle forme d'arte più pure, forse la più perfetta perché impalpabile, e l'Arte è rivelatrice di verità, da sempre. Il viaggio alla ricerca delle risposte ai quesiti che l'uomo si è posto sin dal tempo dei tempi non può che passare da lì. Rimane solo da entrare - conclude la Gagliano - Un alito di vento che spenga la fiammella e il varco è libero. Accomodiamoci pure".

Stefania Gagliano (Stella) da bambina amava disegnare scheletri indaffarati in situazioni domestiche o la casa delle strega con le sue pozioni. Si laurea a Venezia presso la Facoltà di Design e Arti in Arti Visive e dello Spettacolo e, successivamente, in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Da allora lavora a carboncino e creta su tela, ricercando le diverse profondità del nero. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Fra le principali esposizioni: Grand Art (Milano), Palazzo Rucellai (Firenze), Arte Fiera (Cremona), ArteSì (Modena), Ninapì (Ravenna), Spazio Gerra (Reggio Emilia), Bressanello ArtStudio (Venezia), Alphacentauri (Parma), Art Ekyp (Modena), Villa Manin (Codroipo), Nuovo Cinema Palazzo (Roma) e Felix Kulpa II (Santa Cruz, CA).

Il Festival della Fiaba nasce da un progetto di Nicoletta Giberti che, da anni, indaga attraverso linguaggi eterogenei il genere "Fiaba" con uno sguardo ampio e profondo: la settima edizione, dedicata alla "Grande Madre", sarà dall'11 al 13 settembre al Filatoio e in varie location nel Quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari, vicino al centro storico di Modena. 

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