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Magner Bein | Come Matilde di Canossa vinse la battaglia con il Lambrusco di Sorbara

Una storia non così conosciuta, ma molto curiosa, quella che vede protagonista Matilde di Canossa e il Lambrusco di Sorbara

Matilde di Canossa è rimasta alla storia per essere stata una donna di formidabile temperamento, di spropositato coraggio, di incredibile capacità diplomatica, ma non tutti sanno che tra le più ingegnose strategie non mancò quella del Lambrusco di Sorbara. Era l'estate del 1084, il caldo faceva impazzire chiunque, tuttavia la pazzia era provata da Matilde anche a causa delle volontà dell'imperatore che voleva spostare il suo esercito sempre più vicino ai territori della grancontessa, per istigare il papato. 

Le truppe imperiali si erano accampate nei pressi di Nonantola, presso l'Abbazia benedettina, costruita nel 753 da Anselmo. Matilde aveva a cuore il destino del proprio territorio e dall'altro non nascondeva il suo ligio sottostare al potere papale. Due concetti che non andavano nella medesima direzione, perché sebbene volesse sradicare il potere imperiale dal nord Italia, dall'altro temeva che lo scontro frontale avrebbe messo a dura prova i suoi territori, che per volere infausto della sorte si trovavano proprio a metà via tra l'impero e il papato. 

Il caldo era incessante e dar battaglia significava ritrovarsi disidratati prima ancor di alzare la spada contro il nemico. Così Matilde pensò di far ristorare i suoi uomini a Sorbara dando loro del buon vino, così che il morale non scendesse. Tuttavia, il caso volle che anche le truppe imperiali avessero avuto un'idea simile. Lo scontro, che Matilde aveva tanto voluto posticipare, pareva destinato ad avvenire per volere della sorte.

Tuttavia, fu sempre la sorte che cambiò le carte in campo, infatti per motivi di distanza a raggiungere per primo la località di Sorbara fu l'esercito ghibellino, e quando Matilde arrivò a destinazione trovò i soldati nemici ubriachi e addormentati. Circondata la struttura in cui si erano collocati gli imperiali, Matilde e i suoi uomini uccisero i presenti, che incapaci di prendere anche solo in mano la spada, furono massacrati e i pochi che ebbero le forze per alzarsi si diedero alla fuga.

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